
La procuratrice pubblica Margherita Lanzillo ha emesso un decreto d'accusa nei confronti della deputata socialista Lisa Bosia Mirra, proponendo una condanna a 80 aliquote giornaliere, sospesa condizionalmente per due anni.
Bosia Mirra, ricordiamo, era stata fermata il 1° settembre dalle Guardie di confine nei pressi del valico di confine di San Pietro di Stabio, poco dopo che aveva fatto entrare illegalmente in Svizzera quattro migranti africani, in collaborazione con un 53enne bernese. Nel corso degli interrogatori la 43enne aveva poi ammesso di aver effettuato in precedenza almeno cinque viaggi simili. L'inchiesta ha infine appurato che i viaggi sono stati almeno nove, tra l'agosto e il settembre 2016, con diverse modalità.
La donna è stata ritenuta colpevole di ripetuta incitazione all'entrata, alla partenza e al soggiorno illegale secondo la Legge federale sugli stranieri, e condannata alla pena pecuniaria di 80 aliquote giornaliere. Non è quindi stata riconosciuta l'attenuante umanitaria. L'esecuzione della pena è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni e nei suoi confronti comminata pure una multa, oltre al pagamento delle spese giudiziarie.
Bosia Mirra, difesa dall'avvocato Pascal Delprete, ha ora la possibilità di opporsi al decreto d'accusa, ciò che ha già annunciato di voler fare (vedi suggeriti). Il caso finirà quindi in Pretura penale.
Proprio ieri sulla sua pagina Facebook la deputata socialista aveva pubblicato un post dal sapore profetico: "Che sia chiaro, comunque vada continuerò a battermi per ciò in cui credo che è semplice e elementare: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. E siccome sono dotati di ragione e di coscienza devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Non mi piego e non mi spezzo."
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