
È stato condannato a 8 anni e mezzo di carcere l'ex parrocco di 65 anni, finito a processo a Lugano con l'accusa di coazione sessuale, violenza carnale, atti sessuali con fanciulli e favoreggiamento.
La sentenza è stata pronunciata poco fa dalla giudice Rosa Item, che ha confermato quasi integralmente l'atto d'accusa stilato dalla procuratrice Chiara Borelli, che aveva chiesto una pena di 9 anni per l'imputato. La difesa, rappresentata dall'avvocato Giacomo Fazioli, si era invece battuta per una pena non superiore ai 4 anni e mezzo, invocando una scemata responsabilità da lieve a media per il suo assistito. Scemata responsabilità che non è stata riconosciuta, visto che tale attenuante non era stata evidenziata dalla perizia giudiziaria.
L'ex sacerdote è stato quindi condannato per aver commesso oltre 1300 atti di coazione sessuale ai danni di una ragazza, all'inizio dei fatti 12enne, tra il 2001 e il 2014. L'imputato è stato pure riconosciuto colpevole di atti sessuali con fanciulli, commessi tra il 2007 e il 2009, ai danni di 4 allievi di una scuola elementare del Sottoceneri, dove l'uomo aveva insegnato religione.
Le indagini, ricordiamo, erano partite dopo che la vittima, oggi 29enne, aveva confessato gli abusi subiti dal prete, allora attivo nel Locarnese, durante un'interrogatorio della polizia. La giovane era infatti stata arrestata per aver sparato con delle pistole soft air contro alcuni esercizi pubblici di Lugano e aver aggredito brutalmente un 64enne che stava tornando in motorino alla sua casa di Purasca. La procuratrice pubblica Chiara Borelli aveva quindi chiesto, nel settembre 2015, l'arresto del sacerdote, nel frattempo passato al beneficio della pensione anticipata.
L'uomo era già stato condannato nel 1987 per atti di libidine con un fanciullo e nel 2008 per aver scaricato da internet materiale pedopornografico.
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