
Per buona parte del comitato socialista, il protagonista indiscusso è stato Raoul Ghisletta. Si è parlato soprattutto della sua "sofferta" candidatura ed è stato un comitato animato.La direzione è arrivata con una lista di 8 proposte per le elezioni federali, che il comitato ha accolto senza contrari: Marina Carobbio, Filippo Contarini, Francoise Gehring, Gina La Mantia Lechleitner, Carlo Lepori, Denise Maranesi (giovani socialisti), Nenad Stojanovic, Cristina Zanini Barzaghi Alcuni esponenti sono pronti a ritirarsi, qualcuno lo farà entro i prossimi 10 giorni, lasciando il posto a Ghisletta. Così da portare al congresso 8 nomi e non 9. Sulla candidatura di Raoul Ghisletta, che il comitato aveva bocciato meno di un mese fa e che stasera ha riaccolto, vi è stata una lunga discussione. Come noto, la corsa del sindacalista al Consiglio nazionale era stata frenata a causa della sua posizione sull’affare di AET nel carbone di Lünen, lui era favorevole al controprogetto. Stasera sono state messe sul tavolo diverse visioni del problema: “Escluderlo sarebbe una dimostrazione di spaccatura agli occhi degli elettori”. “L’abbandono di Jermini ci facilita il compito: si libera un posto per Raoul senza far torto a nessuno. In fondo: un carbonaro al posto di un altro carbonaro”. Ma altri socialisti non erano assolutamente d’accordo di riammetterlo in lista.“Ci viene proposta una lista di candidati ottimi, partendo dalla nostra consigliera nazionale uscente Marina Carobbio”, ha detto Martino Rossi, pur rilevando l’assenza di pesi massimi quali Franco Cavalli o Patrizia Pesenti. Tra i tanti interventi quello di Tita Carloni, volto inusuale a un comitato. C’era perché, dice, al congresso sarà assente e ha un paio di cose sul gozzo che deve dire. Naturalmente sul problema Ghisletta: “Andare in battaglia per i due seggi con una profonda convinzione. Punto di partenza: unità del partito, consistente, forte, non di facciata. Ghisletta in lista”, e poi l’applauso della sala.Graziano Pestoni: “La bocciatura di Ghisletta era un invito a Ghisletta a rinunciare. Così non è stato, ora la sua candidatura viene spinta con forza e si rischia una bagarre al congresso. L’ultima cosa che ci serve a pochi mesi dalle elezioni. Il problema va risolto questa sera. Io invito uno degli 8 proposti che non ci tiene veramente a lasciare il posto e poi speriamo in bene…”. Saverio Lurati: “Avrà fatto un errore ma vi ricordate che è in gran parte merito suo se abbiamo vinto la battaglia sulla meritocrazia? Non capisco più un partito che dimentica così in fretta”, e un altro applauso. Poi la promotrice della raccolta di firme pro Ghisletta, Nicoletta Mariolini: “Non vogliamo certo la bagarre. Raoul è disposto a candidarsi, lo statuto prevede la riammissione per mezzo di una petizione. Difendiamo il pluralismo nel PS. ”Alla fine il voto dello scorso comitato è stato ribaltato: Ghisletta torna tra i candidati. L'ultima parola spetta al congresso cantonale di Rivera del 19 giugno.Da segnalare ancora le riflessioni della presidenza del PS su eventuali congiunzioni di lista con i Verdi. Ha detto Fabio Pedrina: "La congiunzione di liste ci garantirebbe di salvare i due seggi o forse di andare oltre. Ma ho sentito Savoia, non sembra rientrare tra le loro intenzioni. Peccato, loro sognano il nazionale: la garanzia migliore per mandare Gysin al nazionale è che si congiungano con noi”. L’impegno dei socialisti è comunque quello di restare aperti alle alleanze progressiste, ha aggiunto Pedrina. Pestoni: “Condivido che il verde debba essere combinato col rosso, da solo non risolve nulla”.Matteo Bernasconi
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