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780'000 franchi a Delorenzi, tutto ok
780'000 franchi a Delorenzi, tutto ok
780'000 franchi a Delorenzi, tutto ok
Redazione
11 anni fa
Il Municipio di Lugano ha risposto alle interrogazioni di PS e UDC sulla separazione dal city manager

Aveva fatto parecchio discutere durante lo scorso mese di agosto il divorzio tra la Città di Lugano e il suo city manager Mauro Delorenzi.

A far storcere diversi nasi era il costo del divorzio, ovvero circa 780'000 franchi a carico della Città.

Sull'onda delle polemiche erano giunte sul tavolo del Municipio di Lugano due interrogazioni, una inoltrata dai socialisti Raoul Ghisletta e Martino Rossi, l'altra da dodici consiglieri comunali di UDC, Lega e PPD (primo firmatario Tiziano Galeazzi).

Ad entrambe le interrogazioni, che chiedevano lumi sull'importo accordato a Delorenzi, il Municipio ha risposto negli scorsi giorni.

Ribadendo quanto già espresso a suo tempo: 780'000 franchi non sono un regalo ingiustificato, ma semplicemente ciò che era dovuto a Delorenzi.

Lo stipendio annuo lordo del city manager, infatti, ammontava a 263'336,95 franchi, per cui tra i due anni di malattia stipendiati e l'assunzione da parte della Città degli oneri sociali per altri due anni si fa presto ad arrivare a quella cifra.

Una cifra che è frutto di trattative, che è stata accettata da ambo le parti e che permette di evitare eventuali strascichi legali, con conseguente aumento delle spese per la Città.

Al contrario di quanto emerso in un primo tempo, inoltre, il Municipio sottolinea che l'accordo non è vincolato al conferimento di mandati futuri a Delorenzi.

E che se nel fattempo gli dovesse essere riconosciuta una rendita di invalidità, il Comune potrebbe limitare le sue conseguenze finanziarie.

"Situazioni del genere sono fortunatamente rare" conclude il Municipio di Lugano. "La malattia di lunga durata e l'età del dipendente hanno sicuramente influito sulle scelte fatte, che il Municipio ritiene comunque rispettose dei disposti del Regolamento organico. Non vi è quindi stata una sospensione ad personam."

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