
"70 nuovi posteggi per i dipendenti dell'Amministrazione pubblica a Bellinzona? Ma non si volevano promuovere la mobilità lenta, i trasporti pubblici e il car sharing?"
Era sobbalzato sulla sedia, il granconsigliere socialista Carlo Lepori, nell'apprendere grazie a una lettera dell'Associazione Traffico e Ambiente dell'intenzione dell'Amministrazione pubblica di aumentare l'offerta di posteggi per i suoi dipendenti, creando 70 nuovi posti auto in via Tatti, presso l'Arti e Mestieri.
Una decisione, quella del Cantone, che suonava in contrasto con tutte le politiche ambientali messe in atto negli ultimi tempi. Oltretutto, dato che già oggi il Cantone mette a disposizione dei suoi dipendenti ben 965 parcheggi nel solo Comune di Bellinzona, Lepori non vedeva assolutamente la necessità di aumentare l'offerta di stalli.
E quindi, insieme ai colleghi di partito Henrik Bang e Bruno Storni, nonché alle due deputate Verdi Michela Delcò Petralli e Claudia Crivelli Barella, ha presentato nel maggio scorso un'interrogazione per cercare di capire meglio la politica di promozione dei trasporti pubblici del Cantone.
Il Governo, rispondendo negli scorsi giorni agli interroganti, precisa che nel caso di via Tatti non si tratta di costruzione o ampliamento di posteggi per funzionari. Come da condizione di licenza edilizia, i 71 posteggi supplementari sono destinati alle auto di servizio del Dipartimento del territorio ora insediato nello Stabile amministrativo 3. Gli automezzi dello Stato vengono dunque centralizzati in un unico punto, mentre ora erano ripartiti nei vari stabili.
Ciò, spiega il Governo, è conforme a quanto riportato sul messaggio relativo alla richiesta del credito d’investimento, dove si cita: “A costruzione ultimata sul parcheggio di via Tatti, di proprietà dello Stato, verrà riservata un’adeguata superficie per la sosta delle numerose auto di Servizio attribuite agli Uffici del Dipartimento del territorio installati nello stabile amministrativo 3”. Non si creeranno quindi nuovi parcheggi per i dipendenti dello Stato, il cui numero rimane invariato.
E c'è di più. La disponibilità delle auto aziendali in prossimità dei vari stabili dipartimentali, aggiunge il Governo, svincola i dipendenti dall’uso dell’auto privata per recarsi al lavoro nel caso debbano compiere delle trasferte di lavoro che non possono essere effettuate con il mezzo pubblico. Si consente quindi ai funzionari di recarsi al lavoro coi mezzi pubblici, in bicicletta o a piedi.
Più in generale, il Governo afferma che il piano di mobilità aziendale dell'Amministrazione cantonale è in piena via di realizzazione, e sta già dando frutti tangibili. Per esempio, il numero di funzionari che dispongono di un abbonamento Arcobaleno è cresciuto del 24,7% tra il 2011 e il 2012. Sono ora ben 667 i dipendenti che fanno uso dei mezzi pubblici.
Infine, in merito alla tariffe dei parcheggi, ritenute troppo basse dagli interroganti in quanto inferiori a quelle dell'uso dei park and ride, il Consiglio di Stato risponde che nel prossimo futuro, in accordo con la Città di Bellinzona, verrà riesaminata la politica tariffale, in relazione all’attuazione del Programma di agglomerato e contestualmente alla realizzazione del semisvincolo.
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