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Ticino
695 milioni per le università ticinesi
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
La politica universitaria cantonale prevede collaborazione tra Usi e Supsi e punta tutto sui nuovi campus e sul master in biomedicina

Nei prossimi anni il Cantone spenderà 695 milioni di franchi per la formazione universitaria. Lo ha spiegato oggi il Decs nel presentare i contenuti del messaggio sulla politica universitaria 2021-2024, approvato dal Consiglio di Stato lo scorso 17 giugno. Si tratta di 74 milioni in più rispetto al periodo 2017-2020.

L’attuale periodo quadro terminerà a fine anno, così il Governo ha messo su carta il programma per i prossimi quattro anni. Tra le ambizioni spicca quella di avere strategie coerenti tra Usi e Supsi. In conferenza stampa il piano è stato presentato da da Manuele Bertoli, Consigliere di Stato, Raffaella Castagnola Rossini, direttrice della Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU), Boas Erez, rettore dell’USI, e Franco Gervasoni, direttore generale SUPSI.

“Dal profilo strategico”, si legge, “sul periodo 2021-2024 USI intende consolidare le proprie strutture accademiche, favorire la coesione della comunità accademica, nonché rafforzare il trasferimento delle conoscenze sia in ambito scientifico sia in ambito culturale a favore della comunità. SUPSI intende invece rafforzare il proprio posizionamento nel sistema universitario svizzero, promuovere l’innovazione e favorire le sinergie tra i diversi mandati, assicurare uno sviluppo organizzativo sostenibile e valorizzare i nuovi campus universitari”.

Bisogna ricordare che i nuovi campus universitari di Lugano-Viganello e Mendrisio-Stazione entreranno in funzione nel semestre primaverile 2020/21, “uno stimolo aggiuntivo alla creazione di interazioni e reti collaborative tra gli enti e con i rispettivi partner”, si legge nella nota del Decs. A dare maggiore lustro agli atenei ticinesi, vi sarà poi l’avvio del master in biomedicina all’Usi, l’auspicio è che “agisca da attrattore sia di enti di ricerca sia di aziende attive nel settore, promuovendo ulteriormente l’attrattività della scena universitaria cantonale.

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