
Vi ricordate della Edil Media Sagl, l'azienda con sede a Chiasso che chiedeva agli aspiranti lavoratori il pagamento di 40 euro per poter effettuare un colloquio?
Il caso era emerso durante lo scorso mese di giugno, quando i deputati Giorgio Fonio e Luigi Canepa, facendo esplicitamente il nome dell'azienda, avevano presentato un'interrogazione al Consiglio di Stato per sapere se la Sezione del lavoro avesse rilasciato l'autorizzazione per tali colloqui e, in caso negativo, se fossero stati intrapresi dei passi per bloccarli. Inoltre Fonio e Canepa chiedevano al Governo se i colloqui a pagamento della Edil Media fossero un caso isolato oppure una tendenza in atto nel nostro Cantone (vedi articolo suggerito).
La risposta governativa all'atto parlamentare non è ancora giunta, ma nel frattempo la Edil Media Sagl non ha abbandonato la sua discutibile pratica.
Anzi, sembra che la situazione sia addirittura peggiorata, stando a quanto ci hanno riferito due persone che hanno loro malgrado cercato lavoro presso l'azienda di Chiasso. Entrambe ci hanno contattato dopo aver effettuato una ricerca su internet e scoperto che la Edil Media era già balzata all'onore delle cronache nel nostro Cantone.
Una di queste due persone è un padre di famiglia meridionale, che navigando su internet ha trovato un annuncio della Edil Media per un posto di muratore in Svizzera. Nella speranza di garantire un futuro migliore alla sua famiglia, l'uomo ha risposto all'annuncio inviando il suo curriculum vitae. Due giorni dopo egli ha ricevuto una mail che lo invitava a registrare i suoi dati e versare una quota. Insospettitosi, non ha risposto. Ma poco dopo l'uomo ha ricevuto una chiamata con numero svizzero, lo stesso che compare sul sito della Edil Media, con la quale lo si assicurava che il lavoro in Svizzera c'era veramente e che presto un collaboratore della Calabria lo avrebbe contattato per spiegare le condizioni di lavoro e del pagamento della quota. In seguito egli ha ricevuto la chiamata del collaboratore calabrese della Edil Media, che lo ha invitato a effettuare il bonifico bancario per il versamento della quota.
E la quota corrispondeva a 683 euro. Non noccioline, ma vista la volontà di trovare un lavoro in Svizzera, il muratore meridionale ha pagato. Solo che, una volta effettuato il bonifico (di cui ci ha mostrato le prove), l'uomo è stato scaricato sia dal collaboratore calabrese sia dall'azienda di Chiasso. I soldi erano partiti, ma il lavoro non c'era più.
L'altra persona che ci ha contattato è un muratore bergamasco, anche lui alla ricerca di un lavoro in Svizzera. E anche lui è caduto nella trappola di versare un bonifico pari al 3% del salario annuale promesso dalla Edil Media, che per giustificare la sua richiesta gli aveva allegato un'ordinanza federale modificata su misura.
Intanto sembra che il gerente della società, Piero Ottavi, abbia rassegnato le dimissioni con effetto immediato, non condividendo l'impostazione decisa dalla Edil Media Sagl. Ma la società di Chiasso è tutt'ora viva e vegeta, tranne quando deve rispondere agli aspiranti lavoratori che chiedono lumi sui soldi versati.
Da noi contattato, il sindacalista OCST Giorgio Fonio promette che segnalerà questa situazione alla Sezione del lavoro.
"Davanti a questi nuovi stratagemmi, ritorna sempre più di attualità la proposta di istituire una task force della Polizia cantonale dedicata agli abusi del lavoro" aggiunge Fonio, che sta tuttora aspettando la risposta del Consiglio di Stato al suo atto parlamentare di giugno.
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