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Ticino
63% per il raddoppio. È fatta?
63% per il raddoppio. È fatta?
63% per il raddoppio. È fatta?
Redazione
11 anni fa
Carobbio e Lombardi commentano i risultati del sondaggio sul San Gottardo. "Anche a sinistra il tema non è più un dogma"

Quasi il 63% degli svizzeri è favorevole al raddoppio del San Gottardo, secondo un sondaggio pubblicato ieri dalla Sonntagszeitung in vista delle votazioni federali del prossimo 28 febbraio.

Una percentuale in calo rispetto al 70,8% indicato in luglio da un analogo sondaggio del Sonntagsblick, ma i risultati resi noti ieri presentano pure un altro aspetto interessante: anche a sinistra la costruzione del tunnel ottiene una maggioranza risicata (50,2%), malgrado il Partito socialista sia contrario praticamente all'unanimità.

Il Corriere del Ticino ha chiesto un commento a questi dati a due parlamentari ticinesi che si battono su fronti opposti, la socialista Marina Carobbio e il popolare democratico Filippo Lombardi.

La consigliera nazionale, contraria al raddoppio, fa notare innanzitutto che la percentuale di favorevoli è calata rispetto all'estate. "Abbiamo sempre saputo che questa campagna non sarebbe stata facile" afferma. "Decisive saranno le prossime settimane quando il dibattito entrerà nel vivo."

Secondo Marina Carobbio se anche a sinistra la seconda canna raccoglie molto consensi è perché il tema non è ancora stata approfondito a sufficienza. "Del resto i delegati del PS hanno respinto il raddoppio all'unanimità" dichiara la socialista, ricordando l'esempio del 2004 dell'iniziativa Avanti, respinta dal popolo malgrado i sondaggi favorevoli.

Quest'ultimo aspetto, la divisione della sinistra, rallegra invece il consigliere agli Stati Lombardi: "Anche a sinistra il tema non è più un dogma" afferma. "C'è chi si rende conto che il secondo tubo significa maggiore sicurezza, solidarietà confederale e anche una soluzione valida una volta per tutte invece di un costoso rattoppo."

Lombardi ricorda dal canto suo che i sondaggisti incaricati dalla Sonntagszeitung non hanno sentito il parere della Svizzera italiana. E afferma di guardare ai prossimi due mesi con prudenza: "La campagna diventerà ancora più emotiva: dobbiamo quindi stare in guardia e comunicare bene da che parte stia il buon senso."

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