
Sono ben 606 le firme raccolte dalla petizione lanciata da un comitato di semplici cittadini contro la chiusura dell'ufficio postale di Ponte Tresa, prevista entro l'estate (vedi articolo suggerito). Un ottimo risultato se si pensa che il Comune conta circa 800 abitanti e che nessun partito locale ha appoggiato la petizione. Il comitato precisa infatti di aver lanciato la raccolta firme "non avendo riscontrato da parte delle istituzioni e delle formazioni politiche locali alcuna reazione di censura in merito".
271 delle sottoscrizioni provengono da cittadini di Ponte Tresa, 216 dal resto del Malcantone, 29 dal Luganese, 83 dalla vicina Italia e 7 da altre località.
Il comitato, dopo aver consegnato le firme oggi in Cancelleria comunale a Ponte Tresa, ha spiegato che nel corso della raccolta firme "la popolazione si è mostrata a dir poco indignata rispetto a una decisione calata dall'alto senza che i cittadini venissero in alcun modo interpellati."
È stato sottolineato inoltre che "l'ufficio postale è spesso ingorgato da utenti", molti dei quali provenienti dalla vicina Italia, e che riveste un "ruolo nodale nella regione".
La petizione chiede quindi alla Posta di rivedere la decisione in merito alla chiusura dell'ufficio postale di Ponte Tresa e alle istituzioni politiche, dal Consiglio federale in giù, "di rivedere le linee direttive riguardanti la gestione e lo sviluppo del servizio postale tenendo maggiormente in considerazione le finalità sociali che il servizio postale dovrebbe incarnare e i bisogni della cittadinanza, in particolare di quella fascia più anziana che più soffre riguardo a questi radicali cambiamenti."
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