
La misura è colma. È questa, in sintesi, la presa di posizione dei comuni di Balerna e Novazzano inviata negli scorsi mesi alla Segreteria di Stato della Migrazione (SEM). I due municipi hanno infatti indirizzato all'autorità responsabile dell'accoglienza svizzera una lettera con una richiesta molto precisa: il nuovo centro Pasture, che sta sorgendo sul territorio dei due comuni, non dovrà ospitare più di 350 persone, come era stato promesso.
"I lavori sono ancora in corso e Berna sta già cambiando le carte in tavola"
Ticinonews ha intervistato il sindaco di Balerna Luca Pagani: “A suo tempo per tranquillizzarci era scesa da Berna addirittura la Consigliera federale Simonetta Sommaruga per dire che 350 posti sarebbe stato il tetto massimo. Constato che i lavori non sono ancora terminati e stanno già cambiando le carte in tavola".
600 ospiti nel centro di Balerna
Berna potrebbe infatti portare il numero di ospiti nel nuovo centro a 600 in pianta stabile. “È proprio così - conferma Pagani - e per noi è assolutamente inimmaginabile. Se si vuole fare dell’accoglienza bisogna farla in modo adeguato sia per le persone che vengono accolte sia per il territorio, evitando proprio quelle tensioni che si stanno creando in questi giorni". Una nuova tensione questa, che emerge proprio nel Mendrisiotto, dove l'attuale pressione migratoria sta già creando malumori, con tanto di atti parlamentari a livello cantonale e comunale e addirittura una petizione al consiglio federale.
Dietrofront sui nuovi posti di lavoro previsti a Pasture
I municipi di Balerna e Novazzano, infine, denunciano anche l'intenzione di rinunciare alla creazione di uffici amministrativi a Pasture. Nei progetti quello che dovrebbe aprire in primavera è un centro federale d'asilo con funzione procedurale, che nelle promesse dovrebbe garantire nella regione nuovi posti di lavoro qualificati.

