
6 (o 7) franchi di multa a coloro che rinunciano ad esprimere il proprio voto in occasione di elezioni o votazioni.
È quanto propone una petizione (la 19esima in tal senso dal 2000 a oggi) che verrà consegnata oggi al Gran Consiglio da Giorgio Ghiringhelli.
"Visto che il Gran Consiglio ha già bocciato l’idea di spronare la partecipazione al voto mediante degli incentivi atti a premiare i votanti, e visto che l’introduzione generalizzata del voto per corrispondenza non sembra aver ottenuto - se non in minima parte- gli effetti auspicati" spiega il Guastafeste, "non resta che potenziare l’insegnamento della civica e l’educazione alla cittadinanza nelle scuole e allo stesso tempo imitare il modello del Canton Sciaffusa, cioè quello di chiamare alla cassa gli astensionisti fatturando loro un importo che potrebbe ammontare a 6-7 franchi per ogni scrutinio disertato senza giustificazione."
Ghiringhelli fa notare come nel Canton Sciaffusa, dove chi non vota deve pagare una tassa di 6 franchi, la partecipazione alle urne sia la più elevata in Svizzera, "di 15-20 punti percentuali sopra la media nazionale".
Per cui per il Ticino propone di far pagare agli astensionisti privi di una valida giustificazione un “contributo compensativo ” di 6-7 franchi "atto a coprire – a vantaggio delle casse comunali - i costi organizzativi della democrazia , e cioè i costi delle votazioni causati sia da chi non vota (ma riceve ugualmente al domicilio il materiale di voto) e sia da chi vota."
"Per inciso" aggiunge Ghiringhelli, "nel 2013 i costi delle quattro votazioni federali e tre cantonali, a carico del Cantone e dei Comuni, sono ammontati a circa 1 milione di franchi. Nel Paese della democrazia diretta vi è purtroppo un consistente numero di cittadini che anziché apprezzare i diritti popolari (referendum e iniziative) vorrebbe limitarli con la scusa che essi provocano dei costi. Ma, accidenti, si tratta di costi minimi se si considera la fortuna cha abbiamo a disporre di questi diritti che tutto il mondo ci invidia. E comunque, se proprio questi costi danno fastidio, allora facciamo pagare la fattura non a chi compiendo il proprio dovere civico esercita il diritto di voto, ma a quegli astensionisti cronici che tale diritto non esercitano, delegando le decisioni agli altri cittadini."
"Indipendentemente dal fatto che sia accolta oppure no" conclude Ghiringhelli, "la petizione mira a far riflettere sul tema dell’astensionismo."
Il testo integrale della petizione è pubblicato sul sito www.ilguastafeste.ch.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

