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Ticino
59'309 frontalieri in Ticino? "Non è vero"
Redazione
13 anni fa
Sarebbero meno di 50'000, secondo Sergio Aureli di Unia, i "veri" frontalieri nel nostro Cantone

Frontalieri verso quota 60'000, hanno titolato pressoché tutti media ticinesi, e della vicina Italia, in seguito alla diffusione delle statistiche sul mercato del lavoro ticinese nel terzo trimestre 2013, statistiche che indicano la presenza nel nostro Cantone di 59'309 lavoratori provenienti da Oltreconfine, quasi settecento in più rispetto al trimestre precedenti.

Ma c'è chi considera che la quota da raggiungere non sia quella dei 60'000, bensì quella dei 50'000. Secondo Sergio Aureli, sindacalista di Unia Ticino intervistato dal Corriere di Como, "non tutto ciò che appare è vero: il numero di frontalieri in costante crescita va analizzato con attenzione."

Secondo Aureli i dati delle statistiche non sono reali. "Bisogna fare due ragionamenti diversi" ha spiegato Aureli. "Il primo riguarda i permessi di lavoro. Sino al giugno 2002, data in cui sono entrati in vigore gli accordi bilaterali, le imprese si occupavano direttamente dei permessi dei loro dipendenti. Chi veniva licenziato o andava in pensione non manteneva il permesso perché l’azienda provvedeva a comunicare alle autorità l’interruzione del rapporto di lavoro. Dall'entrata in vigore dei bilaterali, invece, chi perde il lavoro dovrebbe, entro 9 giorni, darne comunicazione all’ufficio stranieri, ma non so in che misura questa regola venga rispettata. È molto più probabile che il permesso resti in mano al frontaliere fino alla scadenza, che è quinquennale."

Vi sarebbero quindi molte persone che, pur non lavorando più in Ticino, figurano ancora come frontalieri nelle statistiche. E non sarebbero i soli a gonfiare le statistiche: anche i lavoratori interinali, pur lavorando nel nostro Cantone per periodi a volte molto limitati, rientrano nel numero totale di frontalieri.

"Fino al 2002, il personale assunto per brevi o brevissimi periodi era limitato, stiamo parlando di un centinaio di persone all’anno" ha affermato Aureli. "Nel 2012, abbiamo sfiorato quota 4mila. Ciò significa, molto semplicemente, che anche un frontaliere chiamato a lavorare per periodi molto limitati ha un permesso e viene inserito nelle statistiche."

"Per sapere quanti siano realmente i frontalieri si dovrebbero avere le cifre del cosiddetto tempo di lavoro" ha aggiunto il sindacalista UNIA. "Negli anni scorsi alcune analisi sono state in realtà condotte. Si può calcolare che, sul totale dei permessi, il tempo di lavoro pieno si collochi attorno all’80-85%". E quindi, a fronte di 59'309 permessi, sarebbero poco meno di 50'000 gli impieghi reali.

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