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58 segnalazioni a SOS infanzia, "L'età dei minori in difficoltà si abbassa"
Redazione
6 mesi fa
Delle segnalazioni ricevute nel 2024, "19 riguardavano casi complessi, spesso legati ad alcol e sostanze". La vice-coordinatrice: "Il bisogno di chi contatta è uno, quello di essere ascoltati".

Cinquantotto. A tanto ammontano le segnalazioni che l'Associazione telefono SOS Infanzia ha ricevuto nel 2024. Un numero indicativamente stabile rispetto a quelli degli scorsi anni, ma che rappresenta solo la punta dell'iceberg rispetto a tutti quelli che rimangono sommersi. Inoltre, ci spiega la vice-coordinatrice Tina Mantovani, l'età dei minori in difficoltà lo scorso anno si è abbassata. "Non vogliamo spaventare i genitori, ma ci contattano anche bambini di otto anni. Fortunatamente sono pochi". Di questi 58 casi, 19 sono stati segnalati come "complessi", ovvero che non necessitavano solo di un ascolto, ma anche di un'azione concreta. Ad occuparsi di questo accompagnamento alle autorità competenti è l’associazione "La Sorgente", che da 30 anni collabora con SOS infanzia. "A volte i ragazzi si vergognano di parlare con un genitore, mentre noi volontari abbiamo il segreto professionale", afferma la presidente Lidia Canonico, aggiungendo che come Associazione "possiamo avvisare la polizia, accompagnare la persona all'ospedale o ai servizi preposti. Ed è in quel momento che il nostro lavoro finisce".

"Vogliono essere ascoltati"

Chi collabora con SOS Infanzia deve rispettare i tempi di chi è dall'altra parte della cornetta. "Sono loro a raccontarsi e tante volte tutto parte dalla famiglia: problemi di alcol o mancanza di lavoro possono portare a un cambiamento di carattere e quando ci si rende conto della dinamica i fatti sono già accaduti, e la situazione sta sfuggendo di mano". Il bisogno più grande dei giovani che vivono un disagio è di essere ascoltati. "Abbiamo chiesto loro il significato della parola ascolto e ci hanno spiegato che non significa 'starli a sentire', perché i genitori si distraggono con il sentire: nel frattempo guardano la televisione, usano lo smartphone o fanno altre cose. I giovani vogliono essere ascoltati".