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5,4 milioni di franchi per difendersi dai pericoli naturali
© CdT/Gabriele Putzu (archivio)
© CdT/Gabriele Putzu (archivio)
Red. Online
6 ore fa
Il Consiglio di Stato ha licenziato il messaggio: «L'evento alluvionale della Vallemaggia del 2024 ha posto nuove sfide tenuto conto di scenari estremi aggravati dal cambiamento climatico in atto»

Il Consiglio di Stato, nella sua seduta settimanale ha licenziato il messaggio del Dipartimento del territorio (DT) concernente la richiesta al Gran Consiglio di un finanziamento complessivo di 5'401'280 franchi, suddivisi in tre crediti ordinari per il finanziamento della sistemazione di corsi d’acqua, per la premunizione contro i pericoli naturali relativi all’acqua e la valorizzazione ambientale e per il rinnovo della rete idrometeorologica cantonale.

Sistemazione del fiume Maggia a Riveo-Someo, seconda fase, nei Comuni di Maggia e Cevio

Il progetto di sistemazione risponde alle esigenze di sicurezza idraulica sulla Maggia a Riveo-Visletto a favore dell’abitato di Riveo e della zona artigianale e di lavorazione della pietra con la riqualifica del comparto tenuto conto delle esigenze ambientali e dei valori paesaggistici presenti.

Il progetto definitivo 2014 è alla base delle decisioni di finanziamento e sussidio nelle rispettive sedi, comunali, cantonale e federale. A seguito della procedura autorizzativa, svolta successivamente, e dell’appalto nel 2020, i lavori sono stati avviati nell’aprile 2023 e sono tuttora in corso. Negli anni sono cambiate alcune condizioni quadro del progetto in relazione al mercato degli inerti e a importanti inquinamenti del suolo emersi in seguito nel comparto, modificando sostanzialmente le ipotesi iniziali. Il comune è quindi confrontati con un importante aumento del preventivo per la conclusione della sistemazione del fiume.

Sistemazione della camera Galletto a Castione, nel Comune di Arbedo-Castione

Sul versante sopra la zona artigianale di Castione, sono presenti diversi corsi d’acqua che sfociano in area pedemontana nella zona Smart Center e Motel denominata Galletto. Essi si attivano unicamente durante eventi piovosi intensi e sono soggetti a ruscellamento flussi di detrito. Il comparto è anche soggetto a pericolo di caduta massi. Per la protezione della zona edificata che include strutture residenziali e edifici industriali e commerciali a fronte dei fenomeni gravitativi indicati, il Comune ha promosso una gestione integrale dei rischi, dando priorità a un progetto di premunizione per i fenomeni di ruscellamento, traporto di massa e caduta sassi che interessano il comparto. La nuova camera permette di raggiungere un adeguato grado di sicurezza, limitando i rischi per il comparto artigianale.

Manutenzione straordinaria e rinnovo della rete idrometeorologica cantonale

Il monitoraggio dei corsi d’acqua mette a disposizione un’informazione idrologica di base di importanza fondamentale per molteplici attività di carattere economico, ambientale e per salvaguardare la sicurezza della popolazione e dei beni. La sostenibilità degli interventi sul territorio richiede una pianificazione di lungo periodo. Il monitoraggio idrologico è fondamentale per individuare modifiche stagionali della disponibilità idrica come conseguenza del cambiamento climatico e per adottare conseguenti strategie di mitigazione o adattamento. La rete idrometeorologica cantonale dell’UCA, gestita dall’Istituto Scienze della Terra nell’ambito del mandato di prestazione fra Cantone e la SUPSI necessita di costante rinnovo e aggiornamento. È quindi necessaria la disponibilità di adeguate risorse per l’acquisizione di nuove stazioni di misura, la sostituzione di strumenti obsoleti e il miglioramento generale della rete di monitoraggio e di allerta del Cantone.

Manutenzione straordinaria dell’impianto di Ponte Tresa per la regolazione del Lago di Lugano

Lo sbarramento che regola il deflusso delle acque dal Lago di Lugano nel fiume Tresa, a Ponte Tresa, costruito nel 1962 è in esercizio nel 1963. In base alla rispettiva Convenzione tra la Svizzera e l’Italia, la Svizzera è responsabile dell’esercizio, della manutenzione e del suo rinnovo, assumendosi le spese, tramite lo Stato del Cantone Ticino.

Lo stato dell’opera e la documentazione della manutenzione sono oggetto di ricorrenti perizie. A circa 20 anni dall’ultimo intervento, è necessario procedere alla manutenzione straordinaria dello sbarramento sulla base del progetto allestito nel frattempo. È prevista la manutenzione delle paratoie e dei cilindri idraulici, insieme all’introduzione di migliorie volte a gestire eventuali situazioni di emergenza. In un primo tempo si procede alla revisione di una prima paratoia prima di affrontare nei prossimi anni la revisione dell’impianto completo. L’obiettivo è garantire il corretto funzionamento dello sbarramento del Lago Ceresio per i prossimi decenni, aumentando la sicurezza, l’affidabilità del sistema e prevenendo possibili inquinamenti.

Aggiornamento dei Piani delle Zone di Pericolo (PZP) per i fenomeni legati ai corsi d’acqua

Il Cantone Ticino dispone di un solido apparato legislativo nella gestione dei pericoli naturali, consolidatosi con la revisione della Legge sui territori interessati da pericoli naturali (LTPNat) nel 2017. Tale normativa istituisce la gestione integrale del rischio come principio cardine, avvalendosi dei Piani delle Zone di Pericolo (PZP) quali strumenti tecnici indispensabili per la pianificazione territoriale e la valutazione della sicurezza nelle zone edificabili.

Gestione del rischio

L'azione cantonale segue la strategia nazionale PLANAT, volta a incrementare la resilienza sociale attraverso la cooperazione tra Confederazione, Cantoni, Comuni e settore privato. Nonostante investimenti complessivi per oltre 7,4 milioni di franchi dal 2005 per la documentazione dei pericoli naturali sul territorio, l'evento alluvionale della Vallemaggia del 2024 ha posto nuove sfide tenuto conto di scenari estremi aggravati dal cambiamento climatico in atto. Si rende pertanto prioritario un aggiornamento dei PZP considerando l'incremento di frequenza e intensità delle precipitazioni e le conseguenti modifiche morfologiche del territorio. La gestione del rischio è un processo dinamico che richiede adattamento, affinché la prevenzione e la pianificazione delle emergenze rimangano coerenti con le trasformazioni ambientali in corso.