
È il giorno del ritorno ai banchi di scuola. Ben 53’720 allievi hanno ripreso le lezioni questa mattina, attesi da altrettanti 6’417 docenti. Sul totale degli allievi iscritti, 7'453 frequentano le scuole d'infanzia, 12'844 le elementari, 12'844 le medie e oltre 5000 i licei, le scuole professionali e superiori.
L’apertura dell’anno scolastico 2019/2020 coincide anche con l’approvazione governativa di un importante messaggio maturato nel quadro del patto politico di Governo inerente a fisco, scuola e socialità, che è stato presentato questa mattina in conferenza stampa. Un intervento qualificato nella scuola dell’obbligo, così come richiesto anche da alcuni atti parlamentari, che propone alcune modifiche di legge relative alle condizioni quadro dell’insegnamento e apprendimento.
Le misure proposte dal Consiglio di Stato
Tre in particolare le misure proposte dal Consiglio di Stato all’attenzione del Gran Consiglio: la riduzione a 22 unità quale numero massimo di allievi per classe alle scuole elementari e medie, l’introduzione sistematica del docente di appoggio alla scuola dell’infanzia, l’introduzione di alcune ore di laboratorio nel primo biennio della scuola media per le materie di italiano, matematica e tedesco.
La prima misura (riduzione numero allievi per classi) punta a migliorare la qualità dell’insegnamento a vantaggio degli allievi e dei docenti. Classi con un numero più ridotto di allievi permettono infatti, assieme ad altri fattori, una migliore differenziazione e gestione dell’apprendimento. È convinzione del Consiglio di Stato che ridurre da 25 a 22 unità il tetto massimo (e da 13 a 11 unità quello minimo) rappresenti un salto di qualità delle condizioni quadro scolastiche. La misura prevede un aumento delle sezioni di scuola elementare calcolabili in 55 unità e 13 sezioni in più di scuola media. Le nuove disposizioni, se approvate dal parlamento, entreranno in vigore con l’anno scolastico 2021/2022.
Il passaggio a una parziale codocenza nelle scuole d’infanzia, generalizzando l’introduzione dei docenti d’appoggio assunti dal Cantone, permette la risoluzione di alcuni problemi, non ultima l’opportunità di una pausa durante i tempi d’insegnamento, rivendicazione quest’ultima da tempo all’ordine del giorno. Anche in questo l’introduzione è prevista con l’anno scolastico 2021/2022.
Il potenziamento dell’italiano e della matematica nella scuola media è un’esigenza già manifestata nel corso del 2014 con la mozione dei deputati Polli e Pagani. Benché oggi non sia più proponibile un’estensione dei laboratori così come pensati con il progetto ‘La scuola che verrà’, la cui sperimentazione è stata respinta dal voto popolare, il metodo didattico in questione resta una modalità giàin corso nella scuola media (in III e IV classe). La nuova misura voluta dal governo propone due ore di laboratorio per l’italiano in I classe, due ore per la matematica in I e II classe e due ore per tedesco in II classe. A partire dall’anno scolastico 2020/2021.
I costi finanziari cantonali complessivi saranno a regime entro il 2024 e possono così essere riassunti: 1.3 milioni nel 2020, 5.9 milioni nel 2021, 14 milioni nel 2022, 18 milioni nel 2023 e 17.4 milioni nel 2024. La spesa a carico dei Comuni inizialmente tenderà a calare sino a raggiungere 800'000 franchi di maggiori costi a partire dal 2023.
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