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Ticino
52.enne morta a Melide e indagini: facciamo il punto
Redazione
un giorno fa
Dal contesto mediatico all'aggressione denunciata l'8 agosto, passando per l'ipotesi «più verosimile» dell'annegamento – Gli approfondimenti proseguono

Nessun intervento di terze persone nella morte della cinquantaduenne rinvenuta priva di vita nelle acque del Ceresio, a Melide, il 18 agosto scorso. L'ipotesi più verosimile resta quella di una morte per annegamento. Lo hanno confermato oggi il Ministero pubblico e la Polizia cantonale sulla base della relazione preliminare dell'autopsia medico-legale, giunta nel pomeriggio di ieri, che esclude una causa traumatica o patologica alternativa.

Gli approfondimenti, tuttavia, proseguono. Il referto preliminare — sottolineano le autorità cantonali — dovrà essere completato con gli esiti di ulteriori esami già ordinati, in particolare un ampio screening tossicologico e i prelievi istologici. L'inchiesta va avanti anche attraverso l'esame delle tracce prelevate e la raccolta di testimonianze.

Il contesto mediatico

La vicenda è finita al centro dell'attenzione pubblica per le registrazioni diffuse di alcune conversazioni tra la donna e il consigliere di Stato Claudio Zali, i cui contenuti hanno contribuito alle dimissioni del ministro.

L'aggressione denunciata l'8 agosto

Parallelamente alle indagini che dovranno chiarire le cause del decesso, procedono anche quelle legate all'aggressione che la donna aveva denunciato di aver subito lo scorso 8 agosto. Si tratta di un incarto contro ignoti nel quale vengono ipotizzati i reati di tentate lesioni gravi e di lesioni semplici.

Nella nota stampa il Ministero pubblico precisa infine che informerà sugli sviluppi dell'inchiesta soltanto in presenza di elementi consolidati, nel rispetto delle norme vigenti, dei familiari della vittima e dei tempi necessari alle verifiche in corso.

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