
"Come una lettera alla Posta", si diceva un tempo per indicare una procedura che funziona celermente e senza intoppi.
Ma purtroppo il vecchio adagio ha ormai perso parte del suo smalto.
Lo dimostra un caso assai clamoroso, avvenuto nella piovosa notte tra domenica e lunedì, all'indomani della tragedia di Davesco, e riportato oggi dal Corriere del Ticino.
I giornalisti, i tecnici e gli stampatori del Corriere del Ticino avevano lavorato alacremente tutta la domenica per confezionare il quotidiano del giorno successivo. Tutto era filato liscio e i collaboratori del giornale erano andati a dormire soddisfatti di aver compiuto il proprio lavoro.
Ma il giorno dopo a Muzzano sono piovute telefonate di protesta: "Dov'è il mio giornale?".
Il Corriere del Ticino e la Posta hanno così iniziato una serie di verifiche per capire dove fossero finiti i quotidiani dei lettori che surriscaldavano le linee telefoniche. La Posta diceva di avere consegnato tutto, ma anche il Corriere del Ticino sosteneva di avere stampato tutte le copie. Come mai allora migliaia di lettori non hanno ricevuto il loro giornale?
In seguito a nuove verifiche, è stato scoperto che ben 5'086 copie del Corriere del Ticino, contenute in otto carrelli, erano state dimenticate nel rimorchio del camion giunto al centro di smistamento di Cadenazzo.
Una volta localizzati, i giornali sono comunque stati consegnati, il giorno successivo, quando ormai le notizie avevano perso la loro attualità.
In questo caso tutto si può dire, fuorché "come una lettera alla Posta".
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