
500'000 franchi di spese a carico dei contribuenti per la sicurezza di una sola partita, quella tra Lugano e Basilea che si terrà domani alle 17.45 a Cornaredo.
È la cifra annunciata ieri dal capodicastero sport di Lugano, Michele Bertini. Poi oggi, ai microfoni di Radio 3i, il municipale ha affermato di essere stato mal interpretato e si è limitato a parlare di "costi ingenti", senza però fornire una nuova cifra (ascolta l'intervista nell'audio allegato). Per cui continuiamo a tenere buona la prima, e unica, cifra avanzata.
Una cifra che, comprensibilmente, fa storcere più di un naso in riva al Ceresio, soprattutto pensando alle ristrettezze finanziarie con cui è attualmente confrontata la Città.
Abbiamo chiesto un parere ai rappresentanti dei partiti che fanno gruppo in Consiglio comunale a Lugano: 500'000 franchi sono una spesa giustificata o esagerata?
"Mi domando cosa è giusto nel calcio, visto che truccano anche le partite o le pagano" afferma il presidente del PS di Lugano, Raoul Ghisletta. "Nel calcio ci sono comportamenti illegali fuori di testa e anche un corollario fuori di testa. Si sta perdendo il contatto con la realtà."
Ghisletta se la prende in particolare con il sindaco Marco Borradori e con il responsabile della sicurezza Michele Bertini. "Il Municipio doveva fornire queste cifre quando si è votato il credito sullo stadio. Io le avevo chieste, ma allora tutto taceva. La trasparenza del sindaco Borradori e del municipale Bertini è proverbiale..."
È però impossibile tornare indietro. "Oramai che facciamo? Si paga..." conclude Ghisletta.
Il capogruppo dei Verdi, l'indipendente Fausto "Gerry" Beretta Piccoli, si reca regolarmente a Cornaredo. Ci va per divertimento e dice di essere veramente dispiaciuto nel vedere la piega che sta prendendo il mondo dello sport, non solo quello professionistico. "Ho visto aggressioni anche in occasione delle partite dei bambini o della formazione dei giovani arbitri" afferma.
Tornando alla partita di domani, Beretta Piccoli ritiene i costi per la sicurezza troppo esorbitanti. "Da qui a fine stagione si arriva a milioni di franchi di spesa. Chi deve pagare? Alla fine è un costo per tutti, perché anche se chiedono un franco a ogni spettatore tirano su al massimo 7'000 franchi a partita."
Che fare, quindi? "Niente, o obblighiamo la società ad aumentare le tariffe dei biglietti o ci assumiamo i costi come collettività. O se no finirà che si costruisce lo stadio sulla piana di Bioggio, in modo da limitare i danni. Però sarebbe brutto per tutti."
Il capogruppo PPD, Lorenzo Jelmini, anche lui assiduo frequentatore di Cornaredo, parla di situazione assurda. "Indipendentemente dai problemi finanziari che può avere una città come Lugano, è assurdo che nessuno si occupi di questo problema" afferma. "Che una partita di calcio, che deve essere una festa della popolazione, diventi un problema di sicurezza, è assurdo solo da pensare. Ma nessuno si sta chinando sul problema della violenza negli stadi."
"A questo punto io sarei per vietare l'accesso allo stadio ai tifosi avversari e concedere l'accesso solo alla gente del posto" dichiara ancora Jelmini. "Bisogna essere drastici, come insegna quello che è avvenuto in Inghilterra. Bisogna dire: quelli di Basilea qui non vengono, così come quelli di Lugano non vanno poi a Basilea."
La presidente del PLR di Lugano Giovanna Viscardi, raggiunta mentre si sta recando con la compagine del Gran Consiglio a Svitto per il torneo intercantonale di calcio, afferma dal canto suo di non avere gli strumenti per giudicare il costo della sicurezza. "Non sono in grado di valutare, ma mi sembra una cifra esorbitante" ci dice. "Se tutti fossero più sportivi, non ci sarebbero questi problemi."
Infine il capogruppo della Lega, Attilio Bignasca, che sembra essere il meno stupito di tutti. "Ogni cosa ha il suo costo" dichiara. "O siamo la Grande Lugano o siamo il paese di pidocchi. Certo, bisogna vedere se non si sta esagerando con la questione della sicurezza, domani sera potremo dare un giudizio. Magari per mancanza di esperienza stanno eccedendo con le precauzioni. Ma guardate tutti i soldi che vengono spesi per l'inaugurazione del LAC... Io l'ho già detto e lo ripeto: lo sport è cultura."
Ascolta l'intervista di Radio 3i a Michele Bertini nell'audio allegato.
AS
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