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Natura
5'000 alberi a protezione di Verdasio dopo l'incendio del 2022
Redazione
3 anni fa
Rimboschire per proteggere. A un anno e mezzo dall’incendio che ha distrutto 80 ettari di bosco di protezione a Verdasio, è iniziata ieri la piantumazione di 5'000 alberi. “L’80% della superficie boschiva ticinese ha funzioni di protezione – commenta Roland David della Sezione forestale – ma i cambiamenti climatici la mettono sotto pressione”.

Nel mese di marzo dello scorso anno aveva minacciato il villaggio di Verdasio, situato nelle Centovalli, costringendo le autorità a evacuare la popolazione. A un anno e mezzo di distanza, lo stesso incendio continua a far sentire le sue conseguenze, come la perdita di un prezioso bosco di protezione di 80 ettari. Proprio ieri, però, i lavori di rimboschimento di questa zona a monte del paese sono entrati nel vivo. Il direttore del DT Claudio Zali e il fondista Dario Cologna hanno dato il via all’operazione, piantando il primo dei 5'000 alberi che popoleranno le aree danneggiate dall’incendio. I lavori sono svolti dall’ottavo circondario dell’Ufficio forestale.

Piante resistenti alla siccità

“Verranno piantate soprattutto specie più adatte alla situazione che abbiamo qui, quindi maggiormente resistenti alla siccità e a un terreno poco profondo”, ci dice Giovanni Galli, capo dell’Ufficio, spiegandoci che verranno piantati principalmente arbusti, noccioli, tigli e pini. Tutte piante che resistono, appunto, a climi estremamente secchi. Un bosco di protezione sano serve infatti a difendere case e infrastrutture dagli scoscendimenti: eventi costosi, anche per le assicurazioni. La sostenitrice di questo progetto è Helvetia, il cui CEO, Martin Jara, ieri era a Verdasio e ai microfoni di Ticinonews ha spiegato che “è importante che non si verifichino dei danni e che questi siano contrastati dalla prevenzione. Per questo siamo felici di dare il nostro contributo in Ticino”.

Rischi in aumento

Chi tiene sotto controllo i boschi ticinesi è la Sezione forestale, diretta da Roland David, secondo cui i rischi per i boschi di protezione sono in aumento. “Il bosco di protezione è una risorsa del nostro Cantone e costituisce l’80% di tutta la superficie forestale cantonale, ma ad oggi è decisamente sotto pressione”. David ha poi sottolineato come il cambiamento climatico si faccia sempre più sentire, anche se non in egual misura per le diverse zone del territorio, spiegandoci che “ci sono le selve castanili che soffrono tantissimo”

Ticino terra di incendi?

Negli ultimi 20 anni, in Ticino si è concentrato l’80% circa della superficie boschiva bruciata in Svizzera. Non è però solo il fuoco a minacciare i boschi: anche vento e grandine possono essere insidiosi. È quanto successo nel Locarnese, con il maltempo delle ultime settimane. “In quei giorni si è parlato unicamente dei danni a immobili e veicoli. Tuttavia, nella zona dei monti sopra Ascona, il maltempo ha causato un danno praticamente totale: circa 30 ettari di bosco di protezione che oggi non è più in grado di svolgere la sua funzione”. Un danno definito da David “estremamente importante a tutela di una zona residenziale”. Tutela che si vuole quindi garantire a Verdasio, dove anche diversi mesi dopo l’incendio si segnalavano massi che dall’area bruciata rotolavano verso valle. Ma fra quanti anni il bosco tornerà a essere quello di un tempo? “Riavere un bosco ad alto fusto come quelli di una volta non credo sia possibile, mentre il bosco protettivo verso il paese fra circa 30 anni”, ha concluso Galli.