
Una tassa di 50 franchi per coloro che si rivolgono al pronto soccorso per problemi di lieve entità, che potrebbero venir risolti rivolgendosi semplicemente ad un farmacista. Questa è la proposta, già approvata dal Consiglio nazionale e che ora si trova sul tavolo del Consiglio degli Stati, volta ad arginare i costi sempre più elevati del settore sanitario. Ma per Annemarie Bollier, membro del comitato di fondazione dell’Organizzazione dei pazienti, questa misura punirebbe solamente i malati.
Secondo quanto riportato da Il Caffè, la proposta non piace nemmeno alle associazioni dei consumatori. “È un ulteriore fardello che si getta sulle spalle degli assicurati. È chiaro che il problema esiste e in qualche modo va affrontato. Ma non è questo il modo giusto. I pazienti già pagano un sacco di soldi per assicurarsi la salute e questo non è un rimedio equo” afferma Laura Regazzoni Meli, segretaria generale dell’Associazione consumatori della Svizzera italiana.
Secondo Santésuisse invece, questo modello andrebbe a beneficio dei pazienti, ed è inoltre un buon segno il fatto che la politica riconosca i problemi presenti nel settore sanitario, e si muova per porvi rimedio. “la misura potrà ridurre le attese al pronto soccorso a vantaggio delle emergenze reali. Allo stesso tempo, potrà diminuire i costi inutili a carico degli assicurati. A causa dell’infrastruttura, una cura ambulatoriale è nettamente più cara al pronto soccorso che presso un qualsiasi studio medico” dichiara l’organo mantello delle casse malati.
Ma Bollier non ci sta: “Si dà per scontato che una persona sia in grado di farsi un’autodiagnosi, che si svegli alle 5 di mattina con un forte dolore e possa valutare, da sola, che non è niente”. Sono in molti a pensare che a perderci saranno le persone meno abbienti, mentre coloro che godono di una situazione economica migliore continueranno ad intasare i reparti di pronto soccorso. Per Regazzoni Meli ad esempio, le alternative per ridurre i costi potrebbero essere altre “Si potrebbe avere una persona all’interno dei pronto soccorso che si prenda il tempo per spiegare ai pazienti le varie componenti del sistema sanitario e l’importanza di privilegiare i contatti con il medico di famiglia”.
Pure Beat Niederhauser, supplente del "sorvegliante dei prezzi”, non è convinto di questa proposta e ne auspica la bocciatura. “Penso agli stranieri, ai meno abbienti, a chi si spaventa e non è in grado di valutare con cognizione di causa un’alternativa al pronto soccorso. Inoltre c’è il rischio che una persona abbia davvero qualcosa di grave e non si presenta per paura di pagare. In seguito avrà bisogno di cure ben più costose” afferma.
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