Cerca e trova immobili
Maltempo
50 auto recuperate in Val Bavona dopo le frane di giugno
Redazione
2 anni fa
Ieri sera una finestra temporanea ha permesso a circa 50 auto di lasciare la Val Bavona, ancora inaccessibile per le frane dell'alluvione di giugno. I lavori di ripristino continuano e la strada rimane chiusa. L'approvvigionamento idrico è limitato ma in fase di miglioramento.

Sono una cinquantina le automobili che hanno potuto ieri sera, in una finestra aperta da polizia e pompieri tra le 17:00 e le 19:00, lasciare le zone della Val Bavona ancora inaccessibili a seguito delle frane causate dall'alluvione che a fine giugno si è scatenata sull'Alta Vallemaggia. "Ieri sera è stato tutto molto ben organizzato, sia con la polizia che con i pompieri", riporta la sindaca di Cevio Wanda Dadò. "Le persone che avevano le auto oltre la frana di Roseto sono state avvisate e sono potute venire o con i mezzi pubblici o con una navetta organizzata dal corpo dei pompieri a riprendere le loro auto. Naturalmente la strada da oggi è di nuovo un cantiere. Si sta lavorando ancora per renderla accessibile."

La strada è tuttora chiusa sia ai veicoli che ai pedoni

Il recupero delle auto è parte dei lavori di ripristino d'emergenza ancora in corso in valle. In particolare negli ultimi giorni, al termine del ponte provvisorio di Visletto, gli sforzi si stanno concentrando nella realizzazione, tra l'altro con l'aiuto dell'esercito, di una breccia in Val Bavona. La strada, come confermato dalla sindaca, è un cantiere ed è tuttora chiusa sia ai veicoli che ai pedoni e in particolare ai curiosi. "Naturalmente c'è chi vorrebbe curiosare," racconta la sindaca, "ma sicuramente con il fatto di avere un'impresa o un cantiere in funzione anche oggi, perché lavorano anche di sabato, viene veramente chiusa quella che è la Val Bavona. Ci sono naturalmente comunicati, cartelli, che ben indicano che la Val Bavona è totalmente chiusa sia a veicoli che a biciclette che per passeggiate a piedi."

La situazione dell'approvvigionamento idrico

Tra gli altri fronti caldi su cui ci si muove in Alta Vallemaggia c'è quello dell'approvvigionamento idrico. L'acqua potabile al momento va infatti ancora usata con parsimonia. Ci si è però già attivati su un altro fronte. "Stiamo ancora in questo momento distribuendo l'acqua potabile tramite questo pozzo di captazione di Cevio", continua a raccontare la sindaca. "Tutto in questo momento è abbastanza stabile ma l'acqua è limitata proprio al necessario, visto che era un pozzo che funzionava per l'unico quartiere di Cevio, ora sta approvvigionando di acqua anche i quartieri di Cavergno e di Bignasco perciò siamo giusti giusti col quantitativo. Nel contempo", conclude "sta partendo un progetto per ristabilire un'altra fonte di approvvigionamento d'acqua, in modo da non rimanere senza."