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Ticino
50 anni fa nasceva l'AET
Redazione
18 anni fa
L'azienda elettrica ticinese nei prossimi anni punterà su un portafoglio energetico diversificato: accanto all'acqua, carbone, nucleare ed energie rinnovabili

Carbone, energia nucleare ed energie rinnovabili. Il futuro dell'azienda elettrica ticinese non è solo acqua. Ma sta nella diversificazione del portafoglio energetico. Lo ha ribadito stamane a Bellinzona Reto Brunett. L'Aet compie 50 anni. Mezzo secolo di storia segnata da grandi cambiamenti, ripercorsi stamane nei festeggiamenti nella corte di Castelgrande. “Oggi la nostra azienda elettrica cantonale festeggia i suoi primi 50 anni di esistenza, ha detto la direttrice del dipartimento delle finanze Laura Sadis. L’approvazione della Legge istituente l’Aet e il parallelo riscatto della Biaschina rappresentano una scelta politica coraggiosa e lungimirante. Scelta adottata in un periodo difficile, con prospettive incerte e senza garanzie per il futuro. Una decisione adottata da persone che hanno saputo guardare oltre l’immediato. Una qualità che oggi scarseggia” Punta di polemica a parte, secondo il ministro l'Aet è pronta. Pronta per affrontare il radicale cambiamento in corso nel mercato elettrico. Da una parte deve continuare a gestire e valorizzare le acque ticinesi, dall'altra assicurare l'approvvigionamento di energia elettrica attraverso una rete di trasporto performante. Il direttore Reto Brunett ha quindi presentato la nuova strategia energetica di Aet, in particolare soffermandosi sul progetto Val d’Ambra. Un progetto per il quale tuttavia “è necessaria la volontà politica di voler produrre energia localmente”. Poi, ha ricordato che la produzione locale non basta e che quindi, gioco forza, l’Aet non potrà rinunciare al suo carattere internazionale. Oggi la situazione finanziaria di Aet è assolutamente solida, ha aggiunto il presidente del consiglio d'amministrazione Fausto Leidi. Ma dietro l'angolo, c'è il rischio delle strumentalizzazioni politiche: “La natura pubblica di Aet e il dibattito politico attorno all’azienda, ha ricordato nel suo intervento, la espongono al rischio di indebite e pericolose strumentalizzazioni. La vigilanza pubblica si attua nella discussione e nell'approvazione del rapporto di gestione dell’azienda da parte del Gran Consiglio e nel controllo degli obiettivi di mandato pubblico. Ma tale verifica deve avvenire nell’assoluto rispetto degli obblighi che spettano ai membri della relativa commissione. Diversamente, l’azienda e il Cantone ne avrebbero grave danno”.

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