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Ticino
44 dentisti frontalieri in Ticino
44 dentisti frontalieri in Ticino
44 dentisti frontalieri in Ticino
Redazione
11 anni fa
Lo dichiara il Governo rispondendo a Massimiliano Robbiani: "Il dentista italiano senza permesso è stato multato"

Il Consiglio di Stato ha risposto negli scorsi giorni a tre interrogazioni parlamentari di Massimiliano Robbiani (Lega) riguardanti attività abusive di operatori sanitari stranieri su suolo ticinese.

Due di queste interrogazioni erano state inoltrate da Robbiani a seguito della scoperta, nell'aprile 2012, del caso di un dentista frontaliere che esercitava presso il Servizio medico dentario del Mendrisiotto pur non avendo i necessari permessi. Un caso che era anche stato segnalato dall'ordine dei dentisti al DSS.

Ebbene, il Consiglio di Stato spiega che l'Ufficio di sanità è intervenuto immediatamente nei confronti del Servizio medico dentario del Mendrisiotto, intimando la regolarizzazione della situazione, e che il DSS ha sanzionato l'attività abusiva con una multa. "Si trattava infatti di un caso di violazione unicamente formale" precisa il Governo.

Il Consiglio di Stato scrive poi che in Ticino su 397 dentisti autorizzati al libero esercizio, 44 sono in possesso di un permesso G (frontalieri), mentre 5 sono in attesa di rinnovo. Il Governo spiega poi che la vigilanza sui singoli operatori sanitari, che sono oltre 8'000, avviene in modo reattivo, ovvero solo a seguito di segnalazioni dell'ordine professionale o di singoli privati: "Se nessuno segnala l'attività abusiva alle autorità, può accadere che l'attività si protragga nel tempo."

Una vigilanza preventiva non sarebbe possibile né proporzionata, aggiunge il Governo, ritenuto anche che salvo singole eccezioni nel complesso la stragrande maggioranza degli operatori sanitari agisce nel rispetto delle regole.

Il Governo conclude ammettendo che "negli ultimi anni si assiste purtroppo a un aumento dei casi di attività abusiva. Nella maggior parte si tratta comunque di operatori che dispongono dei diplomi richiesti, ma che non hanno chiesto o atteso l'autorizzazione d'esercizio nel nostro Cantone. I casi di attività sanitarie svolte da operatori del tutto privi del diploma richiesto sono fortunatamente pochi."

La terza interrogazione di Robbiani verteva invece sul caso di una ditta italiana di onoranze funebri che aveva operato, senza autorizzazioni, tra l'OBV di Mendrisio e il Tempio crematorio di Lugano.

Il Governo spiega che si tratta dell'unico caso segnalato finora nel settore delle imprese di pompe funebri. "Non spetta al Consiglio di Stato o all'Amministrazione cantonale prendere misure nei confronti di dipendenti degli ospedali o dei Comuni per situazioni come quella segnalata" scrive il Consiglio di Stato, ricordando che il Ministero pubblico, investito del caso, ha ritenuto di prescindere dal procedimento penale, ritenendo la gravità del fatto di lieve entità. In particolare a causa del fatto che la ditta italiana aveva chiesto l'autorizzazione ma solo per posta elettronica, restando così senza risposta, e che il Comune competente aveva rilasciato i documenti necessari per poter disporre della salma per i funerali e la cremazione in Ticino.

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