
La SMB SA di Biasca ha comunicato oggi che cesserà la propria attività di produzione entro l'estate. Tutti i 41 posti di lavoro saranno soppressi.
All'origine della decisione la forte pressione sui prezzi e l'abolizione della soglia minima di cambio con l'euro, che ha portato la ditta ad avere una perdita netta di 2.2 milioni di franchi nel 2016, su un fatturato di 9.1 milioni.
"L'attività non può più essere proseguita in modo redditizio in un paese ad alto costo quale la Svizzera" si legge in una nota dell'azienda diramata dal CEO Alessandro Del Re. "Nella situazione attuale è impossibile tornare a raggiungere quantomeno la copertura dei costi". Negli ultimi tre anni la produzione in Svizzera della SMB ha causato "forti perdite" , superando il 20% delle vendite.
La produzione a Biasca cesserà quindi gradualmente nei prossimi mesi e terminerà entro il 31 luglio, con la soppressione di tutti i 41 posti di lavoro. In seguito, la società tenterà di vendere le immobilizzazioni e l'immobile per pagare i debiti e gli impegni rimanenti.
I vertici dell'azienda hanno nel frattempo avviato un processo di consultazione che si protrarrà fino al 21 aprile. La società afferma che "collaborerà con le parti sociali e assicurerà ai suoi dipendenti il pagamento del salario durante il periodo di preavviso. Va da sé che supporteremo in scienza e coscienza i dipendenti nella ricerca di un nuovo lavoro".
La ditta - che si occupa di forgiatura di precisione ed è provider di soluzioni su misura per il mercato industriale - esporta il 90% dei suoi prodotti, soprattutto nell'Unione Europea. Fra la clientela rientrano aziende attive nella produzione di elettricità, veicoli speciali, difesa, ferrovie, funivie, areonautica, engineering, gas e petrolio.
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