
Il 2019 resterà nella memoria dei fungiatt come un annata da incorniciare. Temperature e umidità hanno creato le condizioni ideali per grandi raccolti sbandierati sui social. Ci sono però delle regole da rispettare: degli orari di divieto, tra le otto di sera e le sette di mattina e soprattutto un massimo di 3 kg al giorno per persona. Su questo punto però, in molti si sono lasciati prendere la mano e il 2019 entrerà negli annali anche per il record di multe.
"Sono state 38 le infrazioni riscontrate, tutte per superamento del quantitativo di funghi" conferma Filippo Lafranchi, dell'Ufficio della natura e del paesaggio, ai microfoni di TeleTicino. "C'è stata una persona che è stata trovata con 10 Kg di funghi, quindi sono stati sequestrati ben 7 Kg e altre due o tre con 9 Kg".
Il maggior numero di infrazioni è stato rilevato nel distretto di Lugano e più della metà dei fungiatt pizzicati veniva dall’Italia. Per la violazione più grave, quella da 10 kg, è scattata la multa più salata: 400 franchi. La procedura è quella del verbale e del ritiro immediato del raccolto abusivo che, precisiamo, non viene mai buttato. "I funghi sequestrati vengono donati a istituti pubblici (case per anziani, istituti particolari con scopi pubblici) e quindi donati in beneficenza" sottolinea Lafranchi.
L’annata record ha inoltre fatto venire a galla una vecchia conoscenza che sembrava morta e sepolta: il famoso patentino. Su richiesta del Gran Consiglio, ricordiamo, il Dipartimento del territorio aveva elaborato una modifica della legge sulla raccolta dei funghi per proteggere le aree più sensibili del Cantone. Patentino gratuito per i residenti, a pagamento per cercatori provenienti dall'estero. La legge venne presa di mira da più parti e il Governo ritirò il messaggio. A settembre ci ha pensato l’UDC a riaprire le discussioni con una mozione per chiedere che sia istituita una tassa per i fungiatt frontalieri. Un’ipotesi inizialmente stralciata dal Governo, ma che il gruppo UDC ha tutta l’intenzione di portare avanti, come confermato oggi dallo stesso Piero Marchesi.
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