
36 posti dirigenziali sono stati tagliati dal 2004 al 2016, corrispondente all'11% del totale presente nell'Amministrazione cantonale. È quanto si evince da una risposta del Governo, di cui riferisce oggi il Giornale del Popolo, a una mozione di Gianmaria Frapolli (Lega), con la quale proponeva un piano di razionalizzazione nell'Amministrazione pubblica.
Nella sua risposta il Governo illustra i numerosi cambiamenti avvenuti all'interno dei Dipartimenti, specificando che la politica adottata negli ultimi anni ha come scopo di "minimizzare gli sprechi attraverso la riduzione dei livelli gerarchici e la semplificazione delle procedure, ottimizzando così la produzione di beni e servizi". Le principali fonti di spreco sono infatti riconducibili "alla complessità e rigidità struturale, ragione per cui dev'essere valutata l'opportunità di semplificazione verticale (appiattimento della gerarchia) e orizzontale (accorpamenti)".
Il Governo ha poi risposto a una serie di proposte di Frapolli volte a ulteriori risparmi. Per quanto riguarda il piano di prepensionamenti, il Governo non lo ritiene opportuno poiché genererebbe "importanti costi supplementari causati dalle compensazioni dovute ai collaboratori per le perdite delle rendite individuali ridotte a causa dell'uscita anticipata". Ridurre invece gli spazi occupati dall'amministrazione con l'introduzione di "open space" non è sempre realizzabile, puntualizza il Governo, in quanto richiedono dimensioni e impostazioni fortemente standardizzate e rischiano di risultare poco funzionali, con importanti oneri finanziari "non sempre giustificabili". Tuttavia la sezione della logistica sta concludendo un progetto di revisione degli standard immobiliari, all'interno della quale vi è anche un'analisi di possibili soluzioni innovative. Tra queste anche il sistema "open space" proposto da Frapolli.
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