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Ticino
30 tonnellate di cibo attraverso i valichi incustoditi
Foto Amministrazione federale delle dogane
Foto Amministrazione federale delle dogane
Redazione
5 anni fa
L’Amministrazione federale delle dogane ha concluso una grande inchiesta su un traffico di formaggi e salumi

Importava senza sdoganarli formaggi e salumi. Un 48enne italiano è finito nella rete dell’Amministrazione federale delle dogane in un’inchiesta sul contrabbando di derrate alimentari. L’uomo, a volte con dei complici, portava in Svizzera la merce proveniente dall’Italia attraverso valichi incustoditi. L’Afd ha richiesto il pagamento di oltre 300mila franchi di tributi doganali evasi.

In tutto, il contrabbandiere ha importato 31.5 tonnellate. L’uomo, che si avvaleva anche di staffette, tra cui la moglie, ha importato merce per almeno un anno, tra il gennaio 2016 e il gennaio 2017, quando è incappato in un controllo a Ligornetto. In quell’occasione con la moglie stava trasportando 500 chili di salumi e formaggi.

“Gli inquirenti dell’AFD sono riusciti a ricostruire i dettagli del contrabbando: l’uomo, dopo aver raccolto le comande presso i suoi clienti, acquistava la merce in Italia e la consegnava a questi ultimi (in genere ristoranti, bar e rivenditori di derrate alimentari) con sede in tutta la Svizzera, una novantina tra il Ticino, la Svizzera romanda e quella tedesca”, scrivono le dogane. “L’omessa dichiarazione costituisce un’infrazione alla Legge sulle dogane (LD) e alla Legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto (LIVA). L’AFD ha dunque chiesto, al principale incolpato e ai destinatari svizzeri della merce poco più di 316 mila franchi svizzeri di tributi. A carico dell’incolpato e dei suoi complici sono stati allestiti i rispettivi atti d’accusa sulla base dei quali verranno comminate delle congrue pene”.

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