
Tre anni e nove mesi di carcere. Questa la pena irrogata dalla Corte delle Assise Criminali di Lugano nei confronti del 50enne di origini portoghese che nel marzo del 2013 aveva cercato di costringere la moglie a consumare un rapporto sessuale, dopo che quest’ultima aveva deciso di lasciarlo.
L’uomo ha ammesso oggi in aula le sue colpe, pur fornendo una versione dei fatti in parte discordante rispetto a quanto dichiarato a verbale. La difesa, sostenuta dall'avvocato Alain Susin, si era battuta per una pena non superiore ai 24 mesi, sospesa con la condizionale, insinuando il dubbio sull'episodio della coazione (respinto dall'uomo) e facendo leva sull'incensuratezza dell'imputato.
Nei confronti dell’uomo l’accusa ha chiesto 4 anni e 6 mesi di detenzione. Confermando l’atto d’accusa, stilato dal procuratore pubblico Amos Pagnamenta, la Corte ha ritenuto adempiuto anche il reato di coazione sessuale, commesso dall’uomo subito dopo il tentativo di stupro.
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