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Ticino
29 deputati per la parità
29 deputati per la parità
29 deputati per la parità
Redazione
11 anni fa
Una mozione chiede l'adozione di un Piano d'azione cantonale. "Seguiamo l'esempio del Canton Berna"

Ben 29 deputati hanno sottoscritto una mozione (prima firmataria Milena Garobbio, PS) che chiede l'adozione di un Piano d’azione cantonale per la parità.

"Un piano d’azione cantonale" spiegano i mozionanti, "ha lo scopo di definire la politica delle pari opportunità per gli anni a venire. Uno strumento che va ben oltre una dichiarazione d’intenti, ma fissa concretamente degli obiettivi e delle misure per raggiungerli. Presuppone un consenso condiviso e implica un lavoro di concertazione fra vari dipartimenti e una stretta collaborazione con tutti gli attori coinvolti."

"La Costituzione della Repubblica del Canton Ticino" proseguono Garobbio e colleghi, "contiene due importanti articoli che vanno nella direzione di garantire le pari opportunità: l’articolo 4 cpv 3 "il Cantone promuove le pari opportunità per i cittadini", accolto in votazione popolare nel 2011 e l’articolo 7 cpv 3 "per lavoro di pari valore donne e uomini ricevono retribuzione uguale"."

L’obiettivo primario che le firmatarie e i firmatari di questa mozione intendono perseguire è quello di migliorare le pari opportunità tra uomini e donne a tutti i livelli nel Canton Ticino. Con l’adozione di un piano d’azione cantonale per la parità, si vogliono individuare le misure da attivare per lottare in modo coordinato e coerente contro le disparità ancora presenti.

I mozionanti fanno poi l'esempio del Canton Berna, che "ha istituito un vero e proprio piano d’azione cantonale per le pari opportunità che rinnova regolarmente e che riteniamo possa essere ripreso quale esempio."

"Per il periodo 2014-2018 ha allestito un programma di lavoro, suddiviso in dieci punti, che verte su tre settori prioritari: vita famigliare, lavoro e formazione" spiegano i mozionanti. "Gli obiettivi prefissati sono chiari e le proposte presentate sono concrete: si vuole migliorare la conciliabilità fra vita famigliare e professionale (con varie misure a sostegno delle strutture di accoglienza extra-famigliari e extra scolastiche), si vuole raggiungere la parità salariale a lavoro uguale e migliorare l’integrazione delle donne nel mercato del lavoro, così come offrire a ragazze e ragazzi le stesse opportunità in ambito di formazione."

"L’obiettivo di fondo è dunque quello di tendere verso un progetto di vita che grazie a ben definite condizioni sociali ed economiche, donne e uomini possano beneficiare di indipendenza materiale, autonomia, responsabilità, libertà nella scelta di vita, solidarietà tra i sessi e le generazioni" scrivono Garobbio e colleghi. "Anche i Cantoni Vaud e Friburgo hanno sviluppato un piano d’azione per le pari opportunità in forma più contenuta."

"In Ticino" proseguono i mozioinanti, "la fotografia statistica della parità tra i sessi pubblicata nel 2014 con "Le cifre della parità", edito dall’ufficio statistica del Canton Ticino, in collaborazione con l’ufficio delle pari opportunità, offre "un quadro statistico delle pari opportunità fra i sessi in Ticino" e mette in evidenza la disparità a tutti i livelli, in contrasto con gli obiettivi costituzionali. Confrontati con i dati nazionali, quelli ticinesi mostrano una situazione ancora più problematica in diversi campi (scelte professionali al momento della nascita del primo figlio, differenze salariali, livelli salariali). In questi anni sono state attivate alcune politiche per far fronte a questa importante situazione di disparità, ma manca una visione d’insieme e un’assunzione piena da parte dell’amministrazione pubblica."

Con la loro mozione, i 29 deputati chiedono quindi l’adozione di un piano d’azione cantonale per la parità in cui vengano individuate le misure da attivare per lottare in modo coordinato e coerente contro le disparità ancora presenti.

"Nel piano d’azione si definiranno gli assi strategici prioritari, gli obiettivi da raggiungere, le misure da attuare, i vari attori implicati e i costi. Viene fissato un periodo temporale per l’attuazione del piano, alla fine del quale si procede ad una valutazione dello stesso, alfine di stabilire il grado di raggiungimento degli obiettivi" si legge nella mozione. "Il Consiglio di Stato assume la responsabilità del progetto fornendo le risorse interdipartimentali sufficienti, in termini di persone e finanziarie, coinvolgendo enti competenti interni ed esterni all’amministrazione, per elaborare un piano d’azione cantonale."

Seguono le firme di: Milena Garobbio, Massimiliano Ay, Sabrina Aldi, Henrik Bang, Sara Beretta Piccoli, Lisa Bosia Mirra, Michela Delcò Petralli, Jacques Ducry, Ivo Durisch, Natalia Ferrara Micocci, Giorgio Fonio, Sabrina Gendotti, Alessandra Gianella, Raoul Ghisletta, Nadia Ghisolfi, Pelin Kandemir Bordoli, Fabio Käppeli, Giovanni Kappenberger, Gina La Mantia, Saverio Lurati, Tatiana Lurati Grassi, Francesco Maggi, Tamara Merlo, Maristella Patuzzi, Nicola Pini, Matteo Quadranti, Amanda Rueckert, Sergio Savoia, Bruno Storni.

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