
Irricevibile. Questa la decisione del parlamento ticinese in merito all’iniziativa “28 inceneritori bastano”. E alla luce di questa decisione dura la reazione, raccolta da Marco Bazzi, del deputato UDC Paolo Clemente Wicht. "E' uno schiaffo alla democrazia", ha tuonato l'ex presidente democentrista, che era tra gli iniziativisti. "Una soluzione studiata molto bene a tavolino - ha aggiunto - che ha annientato tutto il lavoro fatto sia dagli iniziativisti che dal parlamento che aveva salvato il capoverso B e C dell'iniziativa e che meritava di andare al voto popolare. Chiaramente il mandato del popolo era quello di dire si o no all'impianto di incenerimento di Giubiasco e questo il parlamento lo ha impedito". Il deputato PPD Alex Pedrazzini ha aggiunto: "Cercherò di superare il trauma. Le uniche battaglie che non si perdono sono quelle che non si fanno. E sono contento che Marco Borradori abbia accettato la scommessa che se fra 10 anni avremo bruciato rifiuti provenienti dall'Italia o dalla Svizzera interna verserà 10 mila franchi alla FTIA. In caso contrario ovviamente lo farò io. Ma credo che questa scommessa la vincerò". "Grande soddisfazione" invece per il direttore del Dipartimento del Territorio Marco Borradori.>>>Ascolta Paolo Clemente Wicht
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