
“28 aprile 1945: i fatti di Chiasso”. Si è aperto giovedì a Chiasso il percorso didattico composto da immagini, documenti e testimonianze, in parte inedite, per ricostruire quanto vissuto dalla cittadina di Chiasso durante la seconda guerra mondiale. Fino al 2 maggio sarà possibile visitare la mostra che ripercorre, in special modo, i fatti che avvennero alla dogana di Ponte Chiasso, quando una colonna armata di tedeschi in fuga minacciò di entrare in Svizzera con la forza, pur di non arrendersi alle truppe americane. Si poté evitare il peggio grazie all’intervento del colonnello Mario Martinoni, comandante del reggimento 30, la truppa posta a difesa del confine meridionale svizzero a Chiasso. Il colonnello Martinoni decise di recarsi a Como per incontrare il responsabile del Comando USA nella città lariana, il maggiore Joseph McDivitt, per cercare una soluzione. I due, raggiunta assieme la frontiera, convinsero i tedeschi a deporre le armi e ad arrendersi agli anglo-americani, preservando così l’inviolabilità del territorio elvetico. Questo episodio è passato alla storia come “i fatti di Chiasso”. Il momento culminante della commemorazione a 65 anni dall’evento si terrà mercoledì 28 aprile. Alle 9.45 sul piazzale antistante lo Spazio Officina, in via Dante Alighieri, interverranno il sindaco della città Moreno Colombo, il sindaco di Como Stefano Bruni, il presidente del Consiglio di Stato Luigi Pedrazzini. Vi sarà pure una relazione storica del dottore Jürg Stüssi-Lauterburg. Al termine sarà scoperta una targa commemorativa per ricordare il colonnello Mario Martinoni.
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