
Sono 258 gli impiegati dell'Amministrazione cantonale che provengono da oltre confine. 41 di loro sono in possesso della nazionalità svizzera.
Lo afferma il Governo rispondendo a un'interrogazione parlamentare del deputato leghista Daniele Caverzasio.
Di questi 258 frontalieri, 120 lavorano per il Dipartimento sanità e socialità, 130 per il Dipartimento educazione, cultura e sport, 2 per il Dipartimento del Territorio, 6 per il Dipartimento finanze ed economia, nessuno per il Dipartimento Istituzioni.
Si tratta di 258 persone che occupano 192,87 unità a tempo pieno. Una cifra che è raddoppiata dal 2004 a oggi (allora erano 95,57 unità), ma che è rimasta piuttosto stabile negli ultimi due anni.
Il Governo, rispondendo alla richiesta di giustificazioni espressa da Caverzasio, spiega che nel personale amministrativo le cifre sono contenute, in quanto le assunzioni vengono effettuate scegliendo persone residenti. Per quanto concerne il DSS, invece, la presenza di frontalieri è concentrata presso l'Organizzazione sociopsichiatrica cantonale e l'Istituto cantonale di patologia, dove l'impiego di personale proveniente da oltre confine è necessario per sopperire alle carenze di personale locale. Ai residenti, spiega il Governo, viene comunque sempre accordata la precedenza.
Anche per quanto riguarda i docenti il Governo si impegna a favorire l'impiego di insegnanti ticinesi. "Tuttavia, quando il personale residente non è sufficiente a coprire le necessità, vengono assunte persone provenienti dall'estero".
Nel DFE, infine, i collaboratori frontalieri attualmente in organico lo sono perlopiù da lunga data. Due da oltre vent'anni, una da quasi dodici anni, altre due da sei anni e una da quattro anni, precisa il Governo.
Il Consiglio di Stato spiega poi che l'ipotesi di estendere l'obbligo di domicilio in Ticino per tutti i concorsi pubblici troverebbe degli ostacoli giuridici. Il Governo si impegna comunque a dare sempre la precedenza alle persone residenti. "Lo dimostra il fatto che i frontalieri di cittadinanza non svizzera attivi presso l'Amministrazione cantonale rappresentino poco più del 2% rispetto all'intera occupazione", spiega il Governo, che si impegna a non aumentare questo rapporto.
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