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Ticino
"2'350 franchi lordi per lavorare la notte"
Redazione
11 anni fa
Gli inquietanti retroscena del licenziamento del capodelegazione della Exten. Otto o nove operai, scortati dalla Polizia, stanno lavorando. Gli altri scioperano

La tensione è più che palpabile, stamattina davanti alla Exten di Mendrisio. Otto o nove lavoratori, scortati dalla Polizia, hanno accettato di entrare nell'azienda e iniziare a lavorare. Tutti gli altri, invece, sono rimasti fuori a incrociare le braccia, malgrado le minacce di licenziamento della direzione.

"Noi staremo qui a oltranza, nella speranza che qualcuno del Governo si accorga di quello che sta succedendo alla Exten" ci dice il sindacalista di UNIA, Vincenzo Cicero, attorniato dagli operai in sciopero.

Cicero ci racconta dapprima i retroscena del licenziamento, avvenuto di punto in bianco ieri, del capodelegazione dello sciopero di febbraio.

"Quell'operaio lavorava qui da oltre 8 anni" afferma il sindacalista. "Un lavoratore temporaneo ha raccontato alla direzione di avere avuto un diverbio con lui, di essere stato trattato male. Ebbene, la direzione, senza nemmeno chiedergli la sua versione, lo ha convocato e gli ha indicato la porta di uscita. Evidentemente si è trattato di un pretesto per farlo fuori."

Ma il capodelegazione non è l'unico operaio della Exten, secondo Cicero, ad avere subito un trattamento indegno da parte della direzione aziendale. "Con la fine dello sciopero è iniziato il periodo di consultazione, durante le quali le parti si erano impegnate a non fare pressione sui lavoratori. Ebbene, noi non abbiamo fatto alcuna propaganda, né volantini, né comunicati, né niente. Ma la direzione della Exten è andata avanti a fare una fortissima pressione psicologica sui lavoratori, attraverso diversi sistemi. Dal blocco dei salari alla convocazione individuale degli operai. A ognuno di loro è stato chiesto di ritirare il mandato a UNIA, pena il licenziamento."

"Si tratta di un comportamento inammissibile durante la procedura di conciliazione" ricorda Cicero. "Abbiamo già avuto due udienze con il consigliere di Stato Christian Vitta e proprio martedì prossimo avremmo dovuto averne un'altra. Ma loro, incuranti di ciò, hanno continuato a fare pressione e poi ieri - la goccia che fa traboccare il vaso - hanno preso da parte il capodelegazione e con motivazioni più che discutibili l'hanno licenziato. E quindi ora i lavoratori hanno deciso di scioperare di nuovo."

Cicero ci racconta che la direzione ha impedito ai lavoratori del turno della notte di lasciare l'azienda: "Sono ancora dentro". Mentre a coloro che si sono presentati davanti ai cancelli per iniziare il turno del mattino è stato intimato di entrare e lavorare, pena il licenziamento. "Otto o nove, scortati dalla Polizia, sono entrati. Gli altri sono qui fuori a scioperare."

Il sindacalista UNIA conclude ricordando che proprio domenica il popolo ticinese ha accolto il principio dei salari dignitosi. "Con le decurtazioni decise dalla direzione, i lavoratori della Exten si ritroverebbero a guadagnare 2'350 franchi mensili lordi, per lavorare anche la notte e i weekend. I più fortunati arriverebbero a 2'700 franchi. Sono forse salari dignitosi questi?"

AS

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