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Ticino
22mila le persone iscritte agli URC nel 2014
Redazione
11 anni fa
Il DFE pubblica il rapporto di attività annuale degli uffici di collocamento. "Il 97,3% dei collocatori ha i requisiti richiesti dalla legge federale"

Nel corso del 2014 agli Uffici regionali di collocamento (URC) si sono iscritte 22mila persone, sono stati sostenuti 76'500 colloqui di consulenza, sono stati acquisiti 2848 posti di lavoro e sono state riscontrate 7472 sanzioni per abusi e infrazioni alla Legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI). Sono questi alcuni numeri chiave dell'azione degli Uffici regionali di collocamento contenuti nel rapporto di attività annuale della Sezione del lavoro, pubblicato oggi dal DFE. Un rapporto che vuole in particolare anche rispondere agli interrogativi legati all'efficienza e ai compiti che la legge affida agli URC, finiti spesso al centro di critiche e polemiche.  

Nel rapporto viene specificato che l'azione degli URC si basa sul principio dell'"attivazione", che prende in considerazione fattori quali la motivazione personale, l'impegno e l'atteggiamento proattivo delle persone disoccupate. Solo iscrivendosi si può beneficiare dei programmi di formazione, di occupazione o di altre misure speciali la cui applicazione compete al "collocatore", una figura di riferimento molto delicata a cui è richiesta una grande professionalità dato che deve seguire e sostenere contemporaneamente più di 100 profili. Ben il 97,3% dei consulenti degli URC ticinesi, si legge nel rapporto, adempiono ai requisiti richiesti dalle norme federali, contro una media svizzera che si ferma al 76,9%. 

Un altro compito degli URC, forse meno conosciuto, riguarda la cura dei contatti con le aziende e i datori di lavoro. Dodici consulenti specializzati in questo campo si dedicano alla messa in rete con le aziende, registrando i posti vacanti all'interno di un sistema informatico a livello federale e segnalando ai datori di lavoro possibili candidati con i requisiti richiesti. Un sondaggio commissionatao dalla SECO dimostra che il 74% dei datori di lavoro interpellati sono soddisfatti dei servizi ottenuti. Anche il Ticino si colloca in questa media svizzera. 

Sulla base di questi risultati gli URC ticinesi hanno sensibilitzzato circa 4000 aziende tramite l'invio di un opuscolo informativo, a cui hanno fatto seguito contatti telefonici e più di mille incontri personali con i consulenti del gruppo "aziende". 

Un mito da sfatare

"Si sente spesso ripetere che", si legge nella nota diramata dal DFE, "i disoccupati che esauriscono le indennità di disoccupazione o quelli che finiscono in assistenza sono esclusi dalle statistiche ufficiali sulla disoccupazione». In verità, precisa il Dipartimento, tutti i disoccupati che desiderano cercare attivamente lavoro rimanendo iscritti agli URC vengono conteggiati tra i disoccupati, il cui numero viene pubblicato a cadenza mensile dalla SECO.

I disoccupati in assistenza che nel 2014 sono stati iscriti agli URC erano 628. Queste persone, grazie alla collaborazione con gli uffici dell’assistenza sociale (USSI), sono state seguite individualmente da un consulente del personale URC e inserite in percorsi di reinserimento che hanno dato finora risultati positivi: già 146 disoccupati in assistenza hanno trovato lavoro nel corso dell’anno.

Una qualità certificata

Il DFE precisa infine che gli URC sono sottoposti periodicamente a verifiche e revisioni da parte dell’Autorità federale (SECO), che ne finanzia interamente le strutture e il funzionamento. Aspetti finanziari, quantità e qualità delle prestazioni, efficacia delle misure attive e soddisfazione dei datori di lavoro sono quindi costantemente sotto osservazione dell’organo di sorveglianza.

"Pochi uffici cantonali sono sottoposti a così tanti controlli di qualità, esterni e interni, e l’insieme di questi controlli permette di affermare con sicurezza che gli URC svolgono correttamente il loro lavoro", scrive ancora il DFE. Sebbene i riscontri siano confortanti, "l’attività non è certamente esente da critiche che, se costruttive, non possono che motivare e aiutare a migliorare costantemente il servizio offerto. Si tratta, insomma, di cogliere sia gli aspetti positivi che le critiche, per permettere di consolidare un importante ponte di collegamento tra chi è alla ricerca di un impiego e chi un posto di lavoro è pronto a offrirlo".

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