
E stato presentato oggi a Bellinzona il censimento cantonale dei musei e degli istituti analoghi per l'anno 2014 condotto dall'Osservatorio culturale. A presentarlo il direttore del DECS Manuele Bertoli, il direttore della Divisione della cultura e degli studi universitari Sandro Rusconi e la responsabile dell'Osservatorio culturale Paola Piffaretti.
L'obiettivo era quello di aggiornare il precedente rilevamento che risale al 2004. Grazie ai nuovi dati è stato possibile tracciare una rafiografia dettagliata del settore museale cantonale, raccogliendo inoltre valutazioni, opinioni e aspettative degli operatori su temi diversi.
L’indagine, svolta con l’ausilio di un questionario postale, tiene conto di un insieme di 88 istituti sui 94 individuati per il 2014, distribuiti in modo pressoché uniforme tra Sopra- e Sottoceneri, e localizzati soprattutto nei cinque centri urbani (Locarno, Bellinzona, Lugano, Mendrisio e Chiasso), ma anche nelle valli del Sopraceneri. Esclusi dall’inchiesta i parchi e i giardini botanici (6 in totale), così come le gallerie d’arte e le collezioni a scopo di lucro (oltre 130).
Il sistema museale ticinese ha vissuto una forte espansione soprattutto tra il 1980 e il 2010, un trend che si conferma anche a livello nazionale. Il 75% dei musei interpellati è stato fondato dopo il 1980. Ben cinque sono stati aperti nel solo 2014. Tra gli istituti investigati, 56 si definiscono museo, 3 monumento o complesso monumentale e 29 una combinazione di questi due elementi o altre tipologie (esposizioni, mostre, centri culturali). Tra le principali tipologie di museo individuate ci sono musei d'arte (37,2%), musei etnografici-antropologici (18,1%) e musei tematici-specializzati (25,5%).
Secondo gli operatori interpellati, ad interessare maggiormente i visitatori sono le collezioni permanenti (35,2%), la struttura e le collezioni esposte (25%) e le mostre e le esposizioni temporanee (21,6%). Il patrimonio culturale è per metà privato (47,7%) e per poco meno della metà pubblico (40,9%), mista la restante quota.
Nel 2014 sono stati accolti ben 587'000 visitatori (circa il doppio rispetto al dato scaturito dal censimento del 2004, che però considerava una ventina di istituti in meno).
Per quanto riguarda il fronte dei costi, il totale delle entrate e il totale delle spese correnti si attestano ognuno a circa 22-23 milioni di franchi. Indispensabile per la metà dei musei interpellati il ricorso al volontariato. Dei 500 collaboratori impiegati nei musei investigati, 2/3 sono retribuiti, il restante opera a titolo volontario. Situabili nelle fasce d’età tra i 46 e i 65 anni e tra i pensionati, i volontari sono giudicati assolutamente indispensabili dal 69% di chi ne ha beneficiato.
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