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Ticino
21 mesi sospesi per l'assistente di cura
Redazione
12 anni fa
Alleggerita la pena per il 60enne che ha approffitato di una sua paziente ricoverata in una clinica locarnese per una malattia degenerativa

21 mesi di carcere, sospesi per un periodo di prova di due anni. Questa la sentenza emessa dalla Corte delle Assise Criminali di Locarno nei confronti dell'assistente di cura 60enne finito a processo con l'accusa di abusi sessuali su una paziente ricoverata in una clinica del Locarnese.

All'uomo si contestava di aver sfruttato la sua posizione per imporre alla paziente, affetta da una malattia degenerativa, una serie di soprusi di vario genere, a sfondo sessuale, commessi tra dicembre 2012 e l'agosto 2013.

La Corte, presieduta dal giudice Mauro Ermani, ha accolto l'ipotesi di reato contenuta nell'atto d'accusa presentato dal pp Paolo Bordoli, ma ridotto la richiesta di pena poiché ha ritenuto arbitrario e incompatibile il calcolo effettuato con le circostanze in cui l'operatore sanitario lavorara. Gli episodi a sfondo sessuale sono avvenuti più volte, ha sottolineato Ermani, ma l'intensità degli atti non era "invasiva tanto da richiedere una pena così elevata". La Corte non ha però creduto alla versione del 60enne, secondo cui sarebbe stata la donna a chiedere determinate attenzioni. La versione della vittima, secondo cui le attenzioni sono state apprezzate ma non richieste concretamente, è stata riconosciuta coerente e logica.

L'accusa aveva chiesto oggi in aula una pena di quattro anni da scontare, mentre la difesa ne aveva chiesto la riduzione ad un massimo di 24 mesi, da sospendere con la condizionale.

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