
207 operai su 370 delle Officine FFS di Bellinzona sono favorevoli al futuro stabilimento di Castione. Lo hanno ribadito in una lettera inviata al Ceo delle FFS Andreas Meyer. Una presa di posizione necessaria in vista della votazione popolare "Gìù le mani dalle officine" il prossimo 19 maggio e "a seguito delle continue strumentalizzazioni che i collaboratori subiscono in svariati ambiti".
Nella missiva, anticipata dal Corriere del Ticino, i collaboratori si dicono preoccupati per i contenuti dell'iniziativa "forte di una raccolta firme del 2008 durante lo sciopero", ma che "collide con l'attuale contesto ferroviario, compromettendo la realizzazione del nuovo stabilimento".
"Gran parte dei lavori attualmente svolti alle Officine di Bellinzona" scrivono i dipedenti, "verranno persi nei prossimi anni a causa della sostituzione del vecchio materiale rotabile, da qui nasce la necessità di un nuovo stabilimento. Il sedime attuale non permetterebbe di svolgere i lavori di manutenzione pesante e leggera sui nuovi convogli con costi concorrenziali sul mercato. Come già esposto dalle FFS più volte, il sito attuale non sarà più strategico.
I dipendenti sottolineano infine di credere nel progetto da 360 milioni di franchi, che garantirà un futuro a lungo termine: "Ad oggi, le FFS con la costruzione del nuovo stabilimento a Castione, hanno garantito aspetti importanti per i collaboratori come per esempio la garanzia che non ci saranno licenziamenti. È stato ribadito più volte che le FFS stanzieranno un importante investimento per la formazione e la riqualifica di tutti i dipendenti in modo da essere preparati alle future mansioni. A differenza di coloro che dipingono uno scenario pessimistico sul nuovo progetto, siamo convinti della buona fede di FFS, Canton Ticino e comune di Bellinzona nel voler stanziare un importante credito volto a sviluppare nuove competenze con un indotto su tutto il territorio cantonale".
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