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Ticino
2022, verso un carnevale con certificato
Marco Jäggli
5 anni fa
Grazie all’introduzione del certificato Covid sembra che l’anno prossimo il carnevale potrà tornare in Ticino, senza limiti di affluenza. Si teme però per l’affluenza se i numeri delle vaccinazioni non aumentano

“Ieri abbiamo avuto un incontro con il Gruppo grandi eventi alla presenza dei maggiori carnevali e sono state fissate le direttive per il carnevale 2022, che sono quelle che già esistono per le organizzazioni dei grandi eventi, ovvero l’accesso limitato alle persone munite di certificato Covid”. Lo conferma Alessandro Gazzani, Presidente di Nebiopoli, che assieme ai rappresentanti degli altri grandi carnevali ticinesi ha appunto incontrato ieri i rappresentanti del Cantone per discutere di come sarà il Carnevale 2022, che sembra infine si potrà fare, previo certificato Covid. Una notizia che fa tirare un sospiro di sollievo agli organizzatori, anche se la situazione potrebbe cambiare e non mancano altri interrogativi. Ad ogni modo, sembra, non è preso in considerazione un eventuale limite al numero di partecipanti, ci conferma Gazzani: “Era uno dei temi che ci preoccupava ma siamo stati rassicurati in questo senso: avere un limite massimo di 5/10’000 persone ci avrebbe impedito di organizzare per esempio i cortei o le serate. Ovviamente queste decisioni possono arrivare dal Consiglio federale e dunque non c’è niente di sicuro ma da quello che ci è stato fatto intuire non è questo un tema in discussione. La situazione non dovrebbe dunque cambiare da qui a febbraio”.

Un carnevale di prova il 25 settembre, con un problema
Il 25 settembre proprio il carnevale di Nebiopoli ha deciso di organizzare una specie di prova generale, ma si è purtroppo riscontrato un problema: “Abbiamo ricevuto ieri dal gruppo Grandi eventi l’autorizzazione a svolgere il 25 settembre un carnevale autunnale”, spiega il presidente del carnevale di Chiasso, “l’obiettivo nostro, condiviso anche dal Municipio di Chiasso e dalle autorità cantonali, è di sfruttare questo evento come test e ottenere informazioni che possono esserci utili, familiarizzando anche la popolazione con un ritorno a queste eventi. Un problema emerso purtroppo è che il mondo del Carnevale è lo specchio della nostra società ticinese: il 50% dei partecipanti è vaccinato e l’altro 50% no. Eravamo partiti entusiasti pensando a un guggen show in cui avremmo avuto un buon numero di guggen a suonare per noi, invece ad oggi nessuna guggen ha confermato la sua presenza perché, ci dicono i presidenti, non riescono a mettere insieme una squadra per mancanza di vaccinati”.

Ma alla luce di questo fatto, non c’è il rischio che la gente non si presenti a un eventuale Carnevale? “Questo è uno dei timori che abbiamo, certamente”, conferma Gazzani, “noi siamo stati al club del tappo questa settimana per verificare l’affluenza e vedere come funzionava, con una buona rispondenza. Adesso valuteremo la serata del 25 settembre come la gente potrebbe rispondere ma le paure ci sono. Io penso che la gente comunque abbia voglia di normalità. Noi rispettiamo le leggi, io in prima persona ho avuto il Covid e in seguito mi sono vaccinato e consiglio a tutti di vaccinarsi. Con questi strumenti comunque ci sentiamo di avere il coraggio di preparare un evento di questa portata”.

Positivo anche il Rabadan
Anche i vertici del Rabadan di Bellinzona commentano positivamente l’incontro avvenuto ieri con il Gruppo grandi eventi: “Siamo possibilisti, una certezza oggi non c’è ancora, ma se le condizioni non dovessero cambiare il prossimo anno tornerà il nostro carnevale”, ha dichiarato a Teleticino il presidente Giovanni Capoferri. È in agenda un incontro con le autorità comunali di Bellinzona per capire le modalità e avviare la macchina organizzativa. “Resterà da capire l’evoluzione sul fronte epidemiologico, il Cantone è stato chiaro, nel corso dei prossimi mesi le condizioni potrebbero anche cambiare. Ci auguriamo di no, ma monitoriamo la situazione costantemente”, ha concluso Capoferri.

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