
La Lega dei Ticinesi prende atto del «no» popolare all’iniziativa «200 franchi bastano». Un esito che non sorprende, si legge in una nota stampa, «anche in considerazione della mobilitazione senza precedenti (che sarebbe stata degna di ben miglior causa) attuata dalla casta, che ha fatto quadrato attorno al proprio centro di potere, di distribuzione di cariche e di prebende, nonché di propaganda». Tuttavia «è un dato di fatto che un canone a 335 franchi già oggi è in contraddizione con le modalità di fruizione mediatica, e sempre più lo sarà in futuro. È quindi facile prevedere che il tema sarà destinato a ripresentarsi in futuro e certamente si porrà a livello federale al momento della ridefinizione della concessione della SSR». Il voto odierno, con quasi un ticinese su due favorevole all’iniziativa «dovrebbe imporre una profonda riflessione alla SSR-RSI». La Lega «non si fa però alcuna illusione al proposito: l’emittente ne è del tutto incapace, come ha abbondantemente dimostrato dopo la votazione sull’iniziativa ‘No Billag’».
La tassazione individuale
Il movimento di via Monte Boglia accoglie invece con favore il chiaro «no» espresso dal popolo ticinese alla Legge federale sull’imposizione individuale. In Ticino gli elettori «hanno respinto un modello che, tramite la leva fiscale, avrebbe favorito un determinato modello di famiglia, penalizzando chi sceglie di dedicarsi maggiormente alla cura dei figli o dei propri familiari. Prendiamo atto che a livello svizzero la legge è stata approvata». Tuttavia «restiamo convinti che la cosiddetta ‘penalizzazione fiscale del matrimonio’ debba essere risolta con altri strumenti, senza aumentare la burocrazia né imporre tramite il fisco un unico modello di famiglia».
Denaro contante
L’approvazione dell’iniziativa popolare «Il denaro contante è libertà» da parte del popolo ticinese soddisfa la Lega. La società ‘cashless’ «rende infatti il cittadino sorvegliabile, ricattabile e lo mette alla mercé della disponibilità e del finanziamento di tecnologie e infrastrutture elettroniche». Il prossimo passo «dovrà essere garantire che il contante venga sempre accettato come mezzo di pagamento: purtroppo anche lo Stato e il parastato danno il cattivo esempio, muovendosi in una direzione diversa. Questa deriva va fermata, e il controprogetto è solo una correzione minima».
La questione climatica
Il movimento giudica «molto positivo» il «no» al Fondo per il clima, «che avrebbe bruciato inutilmente 8 miliardi all’anno che sarebbero stati compensati con pesanti aggravi fiscali a carico di cittadini e imprese». Per il clima e la biodiversità, «la Svizzera spende già 3 miliardi di franchi all’anno, somma che è più che sufficiente».
Dumping salariale
Soddisfazione, infine, per la bocciatura dell’iniziativa popolare «Rispetto per chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!», la quale, a dispetto del nome, «non avrebbe in alcun modo giovato ai salari dei ticinesi». L’iniziativa - definita - «un’operazione di marketing del MpS, avrebbe provocato l’ennesima ondata di burocrazia, e quindi di controlli e di costi, sia a carico dell’ente pubblico sia delle imprese, con effetto boomerang sull’occupazione».

