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Locarno
187 cittadinə scrivono al Municipio dopo la bocciatura della Carta europea per l'uguaglianza
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Nella lettera si esprime "rammarico" per la decisione e si punta il dito contro il vicesindaco Giuseppe Cotti per alcune sue affermazioni giudicate scorrette.

In una lettera aperta inviata al Municipio di Locarno, 187 cittadinə esprimono il loro rammarico nei confronti dell'Esecutivo in seguito alla sua decisione di non aderire alla Carta europea per l'uguaglianza e la parità e di conseguenza stanziare un credito per procedere all'elaborazione del bilancio di genere nelle pratiche comunali, così come richiesto in una mozione presentata nel 2018 da Fabrizio Sirica e cofirmatari. Una decisione, espressa in relazione alla mozione, che l'Esecutivo ha preso per l'impegno finanziario richiesto, considerato eccessivo, e perché la città ritiene di fare già abbastanza per quanto riguarda la parità di genere. La posizione del Municipio è stata avallata anche dalla maggioranza del Legislativo, che lo scorso 26 giugno ha bocciato la suddetta mozione (17 voti contrari, 13 favorevoli e 2 astensioni). Anche il vicesindaco Giuseppe Cotti ha recentemente ribadito questa posizione in un articolo di approfondimento su LaRegione, parlando di "business" per ottenere questo tipo di certificazioni. Affermazioni che non sono piaciute ai firmatari della missiva, che parlano di "affermazioni errate, oltre che sconvenevoli per la nostra Città".

"Utili strumenti"

Nella lettera inviata al Municipio, i 187 cittdinə rispondono dunque a tono. "Innanzitutto vorremmo farvi presente che se esistono dei label e delle certificazioni è perché purtroppo non basta il passare del tempo per raggiungere importanti obiettivi come la sostenibilità, i diritti umani o il riconoscimento delle pari opportunità", si legge nella lettera. "Questi label e queste certificazioni portate avanti da enti riconosciuti internazionalmente e senza scopo di lucro sono utili strumenti per prendere impegni a lungo termine e sensibilizzare amministrazioni e popolazione, dando la possibilità di accedere a buone pratiche e facendo entrare coloro che vi aderiscono in un circolo virtuoso di enti sensibili a determinate tematiche".

"La Carta europea non è un label"

In secondo luogo i 187 cittdinə fanno alcune distinzioni: "Ben più importante a nostro avviso è il fatto che la Carta europea per l’uguaglianza e la parità venga da voi erroneamente confusa con un label, quando in realtà è un documento internazionale che non comporta un’adesione in termini finanziari e non prevede neppure fasi di certificazione, che invece sono necessarie per le attestazioni “Città dell’energia” o “Comune amico dei bambini”. La Carta è simile alle Convenzioni per i diritti e impegna gli enti che vi aderiscono innanzitutto a farsi portatori di una sensibilità nei confronti della parità di genere e secondariamente a cercare di implementare misure concrete dotandosi di un Piano d’azione. Non sono previste sanzioni, né costi di adesione e ogni aderente è libero di implementare i principi della Carta con i mezzi che reputa più opportuni".

"La disparità di genere nella società ha maggiori costi"

Infine si fa un accenno sui costi per stilare un bilancio di genere, uno strumento per avere un'analisi "seria e scientifica" della situazione. "Tale analisi ha dei costi, ma ci teniamo a sottolineare che la disparità di genere ha costi ben maggiori per la società", sottolineano ancora 187 cittadinə. "Non a caso le persone beneficiarie di aiuti sociali sono a maggioranza donne, non a caso un importante numero di forza lavoro e contribuenti devono rinunciare alla propria carriera per la famiglia, non a caso la partecipazione alla vita politica delle donne è ancora molto inferiore rispetto a quella degli uomini".

Cosa chiedono i firmatari

La lettera si conclude con le richieste al Municipio. In particolare si chiede di elaborare un Piano d'azione per raggiungere la parità di genere a livello comunale e di tenere in considerazione la rappresentanza di genere nei Consigli d’amministrazione, nelle Commissioni municipali e in altri Enti partecipati. A pari competenze, si chiede di favorire "le candidature femminili nei vostri quadri e al tempo stesso favorire candidature maschili negli ambiti educativi, sanitari e sociali". Per quanto riguarda la corrispondenza, si chiede di abolire la pratica secondo la quale è il capo famiglia a riceverla e di utilizzare un linguaggio inclusivo in tutti i documenti e nei mezzi di comunicazione. "Tutti i membri di un nucleo familiare hanno diritto a ricevere documenti comunali alla pari (per esempio Locarno Card) e la corrispondenza va se caso segnata inserendo i nomi dei coniugi o partner registrati in ordine alfabetico e non in base al genere!". Tra le altre richieste, si chiede di dedicare sul sito della Città una pagina informativa sulla tematica "o ancora meglio ancorare le pari opportunità a un dicastero con un/a Municipale di riferimento e un settore nell’Amministrazione".