
È stato condannato il 52enne del Bellinzonese che l'estate scorsa, durante una vacanza al Mar Rosso (Egitto), picchiò la figlia e una sua amica, entrambe 16enni.
La procura ticinese, riferisce la RSI, lo ha riconosciuto colpevole di lesioni semplici, vie di fatto, minaccia e violazione del dovere di assistenza o educazione. Il decreto d'accusa, firmato dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas, è stato emesso negli scorsi giorni, con una proposta di pena di 90 aliquote sospese e una multa di 800 franchi. L'uomo, parzialmente reo-confesso, ha ora la possibilità di fare ricorso.
La vicenda, ricordiamo, era emersa grazie al racconto dell'amica vittima del pestaggio che, una volta rientrata in Ticino, aveva fatto scattare le indagini.
Durante la vacanza ad Hurghada, il 52enne, cittadino svizzero-egiziano, non avrebbe in particolar modo apprezzato gli atteggiamenti delle ragazze, che avrebbero frequentato di nascosto alcuni coetanei maschi. Comportamenti ritenuti lesivi dei costumi locali, secondo l'uomo che, durante una cena, le prese a sberle e a calci, brandendo pure un coltello da sub. Dalle indagini era poi emerso che il 52enne aveva già commesso, tra il 2012 e il 2015, maltrattamenti ai danni della figlia. Da qui il decreto d'accusa.
È stata invece prosciolta la moglie ticinese, di professione insegnante, finita anch'essa sotto inchiesta.
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