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Ticino
16enne alla guida, prosciolto l’agente
Lara Sargenti
5 anni fa
L’ex agente della Polizia comunale di Lugano era finito al centro di una vicenda giudiziaria, che vedeva implicata una minorenne. L’uomo è stato assolto da quasi tutte le accuse

La Corte di appello e dei reclami penali ha prosciolto da quasi tutte le accuse l’ex agente della Polizia di Lugano, oggi 40enne, che nel 2017, assieme a un collega, finì al centro di una vicenda giudiziaria, che vedeva implicata una minorenne. Lo riferisce il Corriere del Ticino.

Il caso

Il caso, ricordiamo, ruota attorno a una ragazza - allora 16enne - che si mise alla guida dell’auto privata del collega senza patente. Entrambi erano stati immortalati da un radar durante una gita oltre Gottardo. La giovane dichiarava inoltre di aver indossato una maglietta delle forze dell’ordine durante una perquisizione alla pensilina di Lugano. Fatti per cui era stata aperta un’inchiesta, che è sfociata in due condanne (la ragazza aveva poi fatto il nome dell’agente 40enne durante gli interrogatori).

Le due condanne

Il primo agente, quello che permise di guidare l’auto, è stato colpito da un decreto d’accusa e condannato a 60 aliquote giornaliere da 120 franchi per il reato di concessa guida. Il 40enne, invece, venne rinviato a giudizio con l’accusa di favoreggiamento, ripetuto abuso d’autorità, violazione del segreto d’ufficio e ripetuta infrazione alle norme della circolazione. L’uomo, nell’agosto 2019 davanti alla Corte delle assise correzionali, venne condannato a 120 aliquote giornaliere da 110 franchi per favoreggiamento e infrazione alle norme di circolazione, mentre venne prosciolto dal reato di ripetuto abuso d’autorità. All’agente venne in particolare rimproverato il fatto di non aver segnalato ai superiori che la ragazza aveva guidato senza patente l’auto del collega.

Il processo in appello

L’uomo decise di presentare ricorso e la Carp, lo scorso 7 ottobre, si è pronunciata a favore del suo proscioglimento dall’accusa di favoreggiamento. Nella sentenza si legge che l’agente venne a sapere della guida senza patente da una conversazione privata avuta con la giovane e informò nel giro di qualche giorno il capogruppo del collega. Visto che era venuto a conoscenza del fatto nella sua sfera privata, non era tenuto, in base alla legge, a denunciare l’episodio. Anzi, “ha atteso di avere qualche elemento che gli permettesse di attribuire un qualche fondamento alle dichiarazioni che gli avevano lasciato qualche perplessità”, si legge nella sentenza della Carp. L’uomo è stato dunque prosciolto dall’accusa di favoreggiamento, mentre resta l’infrazione alle norme della circolazione per essersi scattato due selfie in auto, mentre percorreva il viottolo di casa. Per questa fattispecie dovrà pagare una multa di 400 franchi. La Carp ha inoltre stabilito che gli oneri processuali di primo grado sono posti a carico dello Stato nella misura del 90%, così come quelle in appello.

Una vicenda che ha pesato sulla vita dell’agente

C’è sollievo dunque per il 40enne per un vicenda che ha avuto conseguenze sulla sua vita professionale. L’uomo era diventato vicecomandate della polizia Collina d’Oro poco dopo i fatti, ma era stato dapprima sospeso e poi licenziato dal Municipio quando è venuto a conoscenza dell’inchiesta. “Ho lavorato 12 anni in polizia a Lugano e dall’oggi al domani per una denuncia ho perso il posto di lavoro e poi sono finito in disoccupazione”, ha dichiarato al CdT il 40enne, che oggi lavora per la Polizia Malcantone Ovest. “Sono l’unico che ha segnalato il caso e l’unico che è stato indagato. Per fortuna ho sempre potuto contare sul supporto della mia compagna e della famiglia”, ha concluso.

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