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Ticino
16 sigle contro i tagli alla spesa
Immagine © CdT/ Chiara Zocchetti
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Redazione
5 anni fa
Il comitato referendario contro “l’Iniziativa Morisoli” si presenta. “Il decreto ha uno stampo neoliberista propagandato da un partito minoritario come l’UDC”

Procede spedita la raccolta firme per il referendum con il Decreto legislativo concernente il pareggio del conto economico entro il 31 dicembre 2025 con misure di contenimento della spesa e senza riversamento di oneri sui Comuni, meglio noto come Iniziativa Morisoli, accolta dal parlamento il 19 ottobre.

16 sigle
Al sindacato VPOD, promotore del referendum, si sono aggiunti altri 15 aderenti, fra sindacati, partiti e associazioni: l’Associazione per la scuola pubblica del Cantone e dei comuni, l’Associazione per la difesa del servizio pubblico, il Comitato SOS sanità socialità scuola, il Forum alternativo, la Gioventù socialista (GISO), i Verdi Ticino, il Movimento per i diritti degli anziani e dei pensionati, il Movimento della scuola, il Partito comunista, il Partito operaio popolare, il Partito socialista, i Sindacati indipendenti ticinesi (SIT), il Sindacato dei media e della comunicazione (Syndicom), il Sindacato del personale dei trasporti (SEV) e il Sindacato studenti e apprendisti (SISA).

16 sigle che contestano il decreto per “lo stampo chiaramente neoliberista, che da tempo è propagandato da un partito minoritario come l’UDC”.

La preoccupazione di sindacati, partiti e associazioni, riguarda l’indicazione contenuta nell’iniziativa, poi modificata in corso di dibattito, per cui il Governo per raggiungere il risanamento dei conti entro il 2025 dovrà “prioritariamente” (il testo indicava “esclusivamente”) agire sul contenimento della spesa: “il Consiglio di Stato dovrà ubbidire utilizzando le sue ampie competenze, che gli consentono di tagliare la spesa senza dover fare modifiche di legge referendabili” – scrive il comitato referendario.

Le ragioni del referendum
“Il Governo molto probabilmente congelerà o ridurrà i contributi versati agli enti sociosanitari e universitari. Il Governo inoltre bloccherà in tutto o in parte le sostituzioni di impiegati, docenti e operatori scolastici specializzati partenti, che erano alle dipendenze del Cantone. Verrà pure ridotta la manutenzione di edifici, strade, informatica, ecc. e rallenterà il programma degli investimenti. Con grande probabilità il Governo bloccherà per 4 anni ogni nuova spesa. Infine il Governo ridurrà le prestazioni finanziarie fissate da regolamenti in tutti gli ambiti, ossia settore sociale, economico, ambientale, culturale, giustizia, ecc. Il decreto legislativo indica che la riduzione dei trasferimenti deve essere fatta “senza incidere sui sussidi alle persone meno abbienti”. Dove sia il limite tra “meno abbienti” e ceto medio non è stato precisato dalla risicata maggioranza sostenitrice del decreto legislativo”.

La consegna delle 7’000 firme necessarie alla riuscita del referendum avverrà martedì 21 dicembre 2021 nel pomeriggio.

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