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Ticino
150mila franchi per il manuale di educazione sessuale
150mila franchi per il manuale di educazione sessuale
150mila franchi per il manuale di educazione sessuale
Redazione
11 anni fa
Il Governo risponde all'interrogazione di Maurizio Agustoni sul volume per le scuole medie, che uscirà a inizio 2016

Il manuale di educazione sessuale per le scuole medie, denominato "L'incontro", sarà pubblicato ad inizio 2016. Il costo per l'elaborazione e la stampa del testo ammonta a 150mila franchi. Una cifra che, a titolo di paragone, è inferiore al manuale di storia per le scuole medie ("La Svizzera nella storia", due volumi, pubblicato nel 2013), che ammonta a 430mila franchi.

È quanto si evince dalla risposta che negli scorsi giorni il Governo ha fornito a un'interrogazione del deputato Maurizio Agustoni (PPD). Specificando che "non può propriamente essere definito un manuale di educazione sessuale", il Governo spiega che il volume è da intendere come testo per gli allievi di scuola media dedicato ai temi della sessualità e dell'affettività.

Nella stesura definitiva del testo verranno inoltre, aggiunge il Governo, mantenuti quei brani che secondo il deputato PPD interferivano con gli insegnamenti delle famiglie, come ad esempio quelli che spiegavano la masturbazione. L'unica eccezione riguarda il capitolo "Incinta, che fare". Il sottotitolo è stato infatti modificato da "Interruzione volontaria della gravidanza" a "Gravidanza non desiderata". Proprio la prima scelta era stata definita "inquietante" da parte di Agustoni visto che lasciava ben poche prospettive alla decisione di mettere alla luce il bambino o la bambina che si porta in grembo.

Alla domanda invece di presentare diverse opzioni educative sui soggetti che esulano dalle scienze naturali e che quindi riguardano convinzioni valoriali dei singoli individui e delle famiglie, il Consiglio di Stato puntualizza che il manuale intende affrontare la complessità dei temi lasciando a ciascuno la libertà di fare capo ai propri valori di riferimento. "Dato il taglio redazionale" si legge, "questi temi sono stati esposti e trattati senza voler approfondire gli aspetti legati alle diverse correnti di pensiero. Si è infatti preferito comporre un testo che potesse favorire il dibattito in classe, stimolando il senso critico e permettendo ai ragazzi - attraverso la mediazione dei docenti e facendo capo al proprio contesto sociale e famigliare - di formulare proprie opinioni e costruire un proprio pensiero attorno ai temi della sessualità e dell’affettività."

Il Governo precisa infine che l'opzione di offrire agli allievi la possibilità di scegliere tra diverse modalità didattiche non è percorribile. "L'educazione sessuale non è una materia a sé stante ma è affrontata in modo trasversale e interdisciplinare, secondo gli obiettivi di formazione generale stabiliti dal piano di studio. La responsabilità dell’educazione sessuale nella Scuola (e con essa la scelta delle modalità didattiche attraverso le quali svolgerla) è dunque attribuita ai docenti". 

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