
Spesso, chi è vittima di abusi subisce anche il controllo dei propri aguzzini. In particolare, quando si parla di casi di violenza domestica. In aiuto di chi si trova in questa situazione nelle prossime settimane arriveranno, in tutto il Cantone, le cassette arancioni di Mi-ti-ci against abuse. «Si tratta di una cassetta postale dove la vittima può inserire un biglietto con su tutti i suoi dati, quelli che può fornirci, come nome, cognome, indirizzo ed eventualmente un luogo o un orario per cui chiamarla, per contattarla e verificare insieme quale può essere la sua esigenza», spiega il presidente dell'associazione di motociclisti volontari Manga. Le cassette «Saranno dislocate nei punti principali dei vari paesi, fuori dal Comune, fuori dalle farmacie, fuori dai supermercati, quindi di fronte ai punti nevralgici dove una donna può andare per necessità. Come i supermercati per la spesa. Quindi le cassette verranno dislocate dove si presume che una donna possa andare da sola senza essere sorvegliata».
La collaborazione di Una goccia nel mare
Quello delle cassette arancioni non è l'unico progetto di Mi-ti-ci, che si occupa anche dell'accompagnamento delle vittime in tribunale o a visitare i figli, come anche recuperare gli effetti personali. Un'attività svolta in partenariato con la sezione violenza domestica della polizia cantonale, che si occupa anche di formare i volontari. Il progetto della cassetta arancione, invece, ha beneficiato del finanziamento di 5'000 franchi di Una Goccia nel Mare, un altro ente benefico attivo sul territorio. «L'associazione Una Goccia nel Mare è nata cinque anni fa, fortemente voluta da me e mio marito. L'abbiamo costituita per aiutare soprattutto le donne, con un focus su sanità, istruzione e maternità. E questo ha incluso per noi progetti sia in Svizzera che all'estero, dove poter dare una mano concretamente, ma soprattutto con consapevolezza di dove vanno a finire i soldi dei donatori. In cinque anni abbiamo raccolto e donato 355'000 franchi», spiega la presidente e fondatrice Simona Specht.
L'adesione delle Cantine Delea
L'iniziativa ha raccolto anche l'adesione delle Cantine Delea, che hanno fornito gli spazi dove ha avuto luogo la presentazione del progetto - avvenuta alla presenza delle autorità. «Nel corso degli anni, aiutando associazioni a destra, un po' a sinistra, mi sono reso conto che c'è tanto da fare sotto il nostro tetto, nel nostro Cantone. Ci sono tante belle associazioni che aiutano il prossimo e quindi abbiamo messo a disposizione questo spazio per cercare di dargli una mano e dare un futuro a questi volontari che danno una mano a molta gente», spiega David Delea.

