
Tanti, erano tanti, ieri a Bellinzona per la manifestazione di sostegno nei confronti del 17enne Arlind Lokaj.
Tutti ad esprimere la loro rabbia e la loro indignazione per l'ennesimo ordine di espulsione (il settimo) ricevuto settimana scorsa dal giovane kosovaro nei suoi poco più di tre anni di permanenza in Svizzera.
Una manifestazione pacifica, che però nelle ore successive ha dato il là a una guerra di cifre. 150, 300, 1000, quante erano effettivamente le persone scese in piazza per sostenere Arlind?
Il Quotidiano, ieri sera, avrebbe parlato di 150 persone. Attirandosi in breve tempo gli strali dei più feroci difensori di Arlind. "Ma quanto fa cagare l'informazione di Herber?" ha commentato su Facebook il responsabile de Il Diavolo, Corrado Mordasini, dando del filoleghista (e quindi del nemico di Arlind) al caporedattore del Quotidiano, il quale comunque ribadisce di non avere mai parlato di 150 partecipanti, bensì di 300.
E subito in molti si sono messi a ruota di Mordasini. "A occhio non meno di 300. E l'occhio ce l'ho allenato" ha scritto il direttore del settimanale socialista Confronti, Marco Cagnotti. "6/700 tutti" ha scritto il granconsigliere Henrik Bang, anche lui socialista.
C'è chi , poi, spara ancora più in alto, come il portale Ticinolibero, che parla di quasi un migliaio di persone.
C'è chi, infine, invece di sparare cifre ha deciso di posizionarsi davanti alla Collegiata e contare i partecipanti ad uno ad uno. Si tratta dell'inviato del quotidiano elettronico "Il Giornale del Ticino", che oggi fornisce il suo computo: 237 unità, "compreso il tizio salito sul tetto del furgone apricorteo."
Un metodo di calcolo forse rudimentale ma preciso. E, dato che la Polizia cantonale non fornisce cifre in merito al numero di partecipanti, non resta che affidarsi a quello.
Fermo restando che, nel dramma vissuto da Arlind e dalla sua Alice, il numero di partecipanti resta marginale, di certo non un argomento sul quale scannarsi.
AS
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