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Ticino
15 comuni in Ticino? "Inaccettabile!"
15 comuni in Ticino? "Inaccettabile!"
15 comuni in Ticino? "Inaccettabile!"
Redazione
10 anni fa
L'Associazione ticinese si rammarica dell'iniziativa popolare che vuole ridurre il numero dei comuni

L'Associazione ticinese dei Comuni (ACT) ha reso noto stamane di avere preso atto "con rammarico" che settimana prossima approderà in Gran Consiglio l'iniziativa popolare "Rafforzare i comuni".

Promossa dal sindacato VPOD nel 2013, l'iniziativa propone una drastica riduzione del numero dei Comuni, che verrebbero ridotti a soli 15 per tutto il Cantone.

Secondo Riccardo Calastri, presidente dell'associazione e firmatario della presa di posizione giunta in redazione, "si tratta di un manifesto attacco all’autonomia dei Comuni che non versano affatto in precarie condizioni finanziarie o strutturali, ma offrono servizi più che degni alla loro cittadinanza e sono in grado già oggi di affrontare le sfide del futuro, e quando si aggregano lo fanno per essere ancora meglio preparati rispetto a queste ultime, per portare avanti progetti di vasta portata regionale ma anche per godere di maggiore dignità di fronte ad istanze cantonali non sempre attente ai bisogni degli enti locali né consapevoli dell’importanza del lavoro che queste ultime svolgono sul territorio."

L'ACT non condivide la diminuzione "così massiccia, che verrebbe a snaturare il significato stesso della parola "Comune", finora inteso come ente di prossimità, per trasformarlo in una specie di semi-Cantone". Pur ribadendo il proprio appoggio alla politica delle aggregazioni, all'associazione non piace la centralizzazione promossa dall'iniziativa, rea di "non considerare neppure le raccomandazioni della "Carta delle autonomie locali", secondo cui le comunità coinvolte devono poter esprimere la propria posizione, favorevole o contraria, prima di ogni decisione".

"Inaccettabile - chiosa la presa di posizione - è pure la pretesa dell'iniziativa che ogni nuovo Comune debba garantire il posto sine die a tutti i funzionari in carica prima dell'aggregazione e sia per giunta obbligato a stipulare un contrato collettivo di lavoro, ciò che fa strame di quel poco che resta di autonomia locale."

L'associazione dei comuni "non ci sta e rimanda al mittente un attacco così grossolano alla figura stessa del Comune", invitando i parlamentari a giudicare irricevibile l'iniziativa.

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