
Prosegue il lavoro delle sottocommissioni della Gestione chiamate a fare chiarezza sul caso del 14enne rimasto per quasi un mese nel carcere giudiziario della Farera. Nonostante l'apertura di un procedimento penale nei confronti del consigliere di Stato Claudio Zali da parte del Ministero pubblico, l'attività parlamentare proseguirà secondo il programma già definito, mantenendo distinta la valutazione politica e amministrativa da quella giudiziaria.
I risultati delle sottocommissioni saranno messe a confronto
Riunita questa mattina a Lugano, la Sottocommissione Giustizia e Diritti ha esaminato i verbali delle audizioni svolte finora e definito le prossime tappe dell'inchiesta parlamentare. Come spiegato dalla presidente Cristina Maderni, è stato concordato con l'altra sottocommissione di procedere, nelle prossime settimane, a un lavoro preparatorio di analisi separata dei verbali riassuntivi, concentrandosi sui punti ritenuti più rilevanti. I risultati saranno poi messi a confronto per verificare eventuali divergenze o aspetti che richiedano ulteriori chiarimenti.
Compiti separati, ma destinati a intrecciarsi
La Sottocommissione Giustizia e Diritti si occupa del funzionamento della magistratura ticinese e finora ha lavorato in parallelo con la sottocommissione Finanze, competente invece per l'operato del Governo e dell'amministrazione. Compiti distinti, ma destinati a intrecciarsi nelle prossime settimane, conferma il presidente di quest'ultima, Fiorenzo Dadò: «Il materiale raccolto è consistente ed è anche molto delicato. Ci vorranno ancora alcune settimane per capire se sarà necessario svolgere ulteriori approfondimenti oppure se quanto raccolto sarà sufficiente per riferire prima alla Commissione della Gestione e poi al Parlamento». L'obiettivo è far coincidere, poco dopo la metà di agosto, le riunioni delle due sottocommissioni. Pur continuando a lavorare separatamente, i due organi si riuniranno in contemporanea così da poter dialogare rapidamente qualora emergesse la necessità di confrontarsi su specifici aspetti dell'inchiesta.
Un'analisi politica
L'apertura del procedimento penale nei confronti di Claudio Zali non cambia quindi il calendario né l'impostazione dei lavori parlamentari. «Noi stiamo facendo un'analisi politica», ha ribadito Maderni, richiamando il principio della separazione dei poteri e precisando che la sottocommissione non entrerà nel merito della procedura penale in corso. Sulla stessa linea anche Dadò, secondo cui l'inchiesta della magistratura riguarda eventuali responsabilità penali, mentre il Parlamento è chiamato a valutare gli aspetti di opportunità politica e amministrativa.
Il clima politico dopo i file audio
A intrecciarsi con l'inchiesta penale è anche il caso delle registrazioni audio attribuite a Zali e diffuse sui social media. Interpellata sul clima politico attorno al consigliere di Stato, Maderni ha preferito non sbilanciarsi, spiegando di voler attendere le spiegazioni dello stesso Zali. Dadò ha invece ricordato che, insieme ai presidenti di partito Alessandro Speziali (PLR) e Fabrizio Sirica (PS), ha inviato una lettera con precise richieste di chiarimento al consigliere di Stato (iniziativa che ha contribuito a portare il caso all'attenzione pubblica). «Per ora non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ci attendiamo queste risposte», ha dichiarato.

