
Al motto di "Yes, we car", si è costituito domenica scorsa a Bellinzona il comitato di sostegno all'iniziativa popolare che vuole alzare il limite di velocità sulle autostrade da 120 a 140 chilometri orari. Vi fanno parte sette giovani, tra cui anche un socialista, Filippo Zanetti.
Evidentemente a titolo personale, dato che la Gioventù Socialista ribadisce già sin d'ora la sua totale contrarietà alla proposta.
"Voi amanti della velocità, noi amanti della vita: in Germania su ogni chilometro percorso in autostrada si rileva il 40% di morti stradali in più rispetto alla Svizzera" esordiscono i giovani socialisti. "Concretamente, si tratta circa di 30 morti in più all’anno. Ad essi si aggiungono i feriti gravi e gli effetti psicologici sulle famiglie a cui viene meno un caro."
"Questo perché" spiegano "si riduce il tempo di reazione e lo spazio di frenata aumenta, perché si accentuano le differenze di velocità tra un le auto e i camion, perché l’eventuale impatto è più violento."
"Sono sempre loro, i paladini della sicurezza stradale, coloro che investono tutte le loro energie nel proteggerci da quella giungla insidiosa lunga 17 km, che parte da Airolo e si protrae fino a Göschenen" proseguono i giovani socialisti. "Questa sincera e sproporzionata apprensione non si estende ai restanti 1366 km della rete autostradale elvetica? Ohibò, volete forse dire che la loro preoccupazione è piuttosto rivolta agli introiti dell’economia privata?"
"Dispiace che in prima linea per inquinare ancora più il nostro futuro ci siano proprio dei giovani" scrive ancora la Gioventù Socialista. "La Svizzera emette oggi più anidride carbonica di quanto l’ecosistema possa assorbirne, e tutti ne paghiamo le conseguenze."
"Infine notiamo che tra i proponenti ci sono i più determinati sostenitori del contenimento della spesa pubblica, e a loro chiediamo: quanto costerebbe questa misura in rendite d’invalidità, in spese sanitarie e quindi in rincari del premio di cassa malati; in impatto ecologico e fonico, in acquisto di quote d’emissioni di anidride carbonica dall’estero, in maggior consumo delle strade?" chiedono. "Mettiamo le mani nelle tasche dei cittadini, oltre che scommettere sulla loro salute?"
"Insomma, per concludere, è vero che noi pensiamo sempre male… Ma chi trarrebbe vantaggio da una tale misura, che oltre a facili simpatie, morti sulle strade e inquinamento non porta nulla? Sia mai che convenga ai rivenditori di greggio?" si interrogano i giovani socialisti. "Ma no, con i loro solidi principi sicuramente non penserebbero mai a simili speculazioni sulla pelle (e i polmoni) di noi semplici cittadini."
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