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Ticino
130mila pernottamenti in meno nel Locarnese
130mila pernottamenti in meno nel Locarnese
130mila pernottamenti in meno nel Locarnese
Redazione
10 anni fa
Nel 2015 nessuna regione del Ticino è stata risparmiata dalla crisi. Calo generale dei visitatori stranieri

2015 un anno da dimenticare. Sono diverse settimane che lo si ripete. Il franco forte ha pesato sul turismo in Svizzera e in Ticino. I dati nazionali mostravano chiaramente i numeri negativi nei pernottamenti e negli arrivi nel nostro Cantone. Oggi l'osservatorio del Turismo (O-Tur) dell'USI completa la lista dei dati approfendo l'Annus Horribilis del turismo a livello regionale.

Nel 2015 gli arrivi nel comparto alberghiero, sono diminuiti del 3.3% (circa 35mila unità in meno) mentre le presenze si sono ridotte del 5.7% (circa 130mila pernottamenti in meno). L’andamento negativo ha colpito tutte le OTR: in particolar modo, Lago Maggiore e Valli ha visto calare di oltre 70mila presenze (-6.8%) la domanda turistica nei propri alberghi. Nel Luganese i pernottamenti sono diminuiti di circa 40mila unità (-4.4%) mentre minori, in termini assoluti, sono stati i cali nell’area Bellinzona e Alto Ticino (-15'848 pernottamenti, pari all’8.7%) e Mendrisiotto e Basso Ceresio (3'787 unità, 3.2% in meno).

I visitatori stranieri sono diminuiti del 7.0%, fermandosi a quota 411mila, e hanno fatto registrare il 9.1% di presenze in meno rispetto al 2014 (832'493 pernottamenti). I turisti svizzeri, da parte loro, sono calati dello 0.7% (628'693 arrivi) e hanno diminuito del 3.5% il numero di pernottamenti alberghieri (1'347'852). Relativamente alle nazionalità dei visitatori, dati positivi sono quelli che fanno riferimento ai mercati lontani some quello cinese e arabo e anche il mercato statunitense, meno colpito dall’effetto franco rispetto a quello europeo, ha visto crescere gli arrivi per un numero di presenze in linea con quello dell’anno scorso.

Trimestre invernale 2016

Il 2016 del turismo ticinese si è aperto con una crescita degli arrivi rispetto al 2015 alla quale, però, non ha corrisposto un aumento delle presenze. Considerando il trimestre invernale (da dicembre 2015 a febbraio 2016), il numero di turisti recatisi in Ticino è stato di 108'598, in calo solo dello 0.2% rispetto all’anno precedente, mentre le presenze presso gli stabilimenti alberghieri sono state 201'456, in diminuzione del 2.9%. Un dato positivo fa riferimento alla ripresa del turismo interno, il quale nel 2015, aveva segnato il passo in maniera importante. La domanda confederata in Ticino è infatti cresciuta dell’1.5% nei tre mesi invernali. Infine, tra le categorie di alloggio, si sottolinea la crescita dei 4 stelle (+5.8% di presenze). L’inverno appena passato è stato difficile per numerose regioni turistiche della Confederazione. Infatti, complice anche un meteo straordinariamente mite, sono state le regioni più orientate al turismo invernale a cedere il passo rispetto all’anno precedente, in particolare Vallese e Grigioni dove la stagione sciistica è iniziata con grande ritardo. Nel complesso, la domanda di turismo invernale in Svizzera ha fatto registrare una riduzione del 2.0% per quello che riguarda gli arrivi (pari a 3'504'221 nel trimestre) e del 4.4% nel numero di presenze (8'119'390 pernottamenti).

Prudenza per il futuro

Nel mese di marzo 2016, in aggregato, il 72.8% degli operatori iscritti al Panel O-Tur ha registrato un numero di pernottamenti simile o in miglioramento rispetto a quello del mese di marzo 2015. Per quanto concerne gli indicatori sul fatturato e l’occupazione delle camere, gli intervistati invece segnalano un andamento simile a quello dell’anno precedente. Le prospettive sul prossimo trimestre evidenziano una certa prudenza da parte dei rispondenti O-Tur, i quali si aspettano con l’avvento della bella stagione un andamento lievemente in flessione. Rispetto alle rilevazioni precedenti la numerosità del campione è diminuita soprattutto a causa delle numerose chiusure di strutture che riapriranno nella maggior parte dei casi tra fine Marzo ed Aprile 2016. I risultati della presente indagine si riferiscono ad una quarantina di rispondenti di cui 2/3 del settore alberghiero.

Pasqua generalmente positiva ma..

L’andamento dei pernottamenti nel weekend pasquale è stato, invece, generalmente soddisfacente per i 51 operatori intervista dall’osservatorio del turismo. 22% reputa buono l’andamento delle presenze, 16% eccellente. Il pernottamento medio registrato dagli intervista è di circa 2,6 giorni. Rispetto a Pasqua 201, dove la media era 2,8 giorni, si registra una lieve flessione.

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